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La domenica della verità

All'andata finì tre a zero per i biancocelesti in una partita tanto spettacolare, quanto illusoria. Oggi bisogna fare i conti con una realtà totalmente diversa che vede la Lazio arrancare a metà classifica dopo i sogni e le ambizioni di inizio stagione. «Questa squadra vale molto di più del decimo posto che occupa - afferma Delio Rossi in sala stampa - in prospettiva la Lazio è una formazione di grande valore, l'importante è che giochi sempre da squadra». Oggi pomeriggio al Franchi scenderà in campo le ventiduesima formazione in ventitre partite: qualcuno obietta, l'allenatore risponde: «Ho in testa un'idea di base per far giocare questa squadra, il problema è che non ho mai avuto la possibilità di far giocare la mia formazione ideale. E' una squadra senza leader, non ne ho mai allenati in carriera, ma credo che il gioco sia più importante dei singoli elementi». Nello schieramento iniziale mancherà ancora una volta il capitano Rocchi, indisponibile, così come Meghni e Diakitè. Siviglia e Radu sono squalificati, Lichtsteiner recupera in extremis. «La Fiorentina è un avversario di livello - continua Rossi - che ha superato momenti di difficoltà, come gran parte delle squadre di questo campionato. noi stiamo vivendo un momento particolare, possiamo uscirne soltanto con il lavoro e con grande serenità.Siamo sempre gli stessi di quattro o cinque mesi fa, lo spirito di reazione c'è sempre stato, di certo non dobbiamo andare in psicoanalisi. L'autostima arriva con i risultati, o dopo grandi prestazioni. Ma in questo momento siamo meno brillanti rispetto alla partita vinta con la Fiorentina all'andata: questa squadra vive di troppi alti e bassi, e non sa vincere giocando male. Prendiamo troppi gol. Non è una questione di reparto arretrato, ma di attenzione: prima, quando l'attacco segnava, la difesa passava in secondo piano. ma rimarcando troppo gli errori si rischia di peggiorare la situazione».

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