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Da «sòla»

a uomo decisivo

Grande merito va riconosciuto a Spalletti che contro tutto e tutti gli ha dato fiducia e spazio in una Roma che nessuno avrebbe voluto cambiare dopo la striscia positiva di questo ultimo squarcio di stagione: sei gare senza subire gol, sesto successo in campionato, quarto consecutivo. Il tecnico giallorosso ci ha lavorato per tutta la settimana, caricandolo a pallettoni nella conferenza stampa della vigilia, definendolo «bravo ma non ancora tatticamente integrato». E la risposta ieri l'insolito francese (sguardo da svampito ma che può celare la ferocia di un serial killer) l'ha data sul campo: finalmente. Menez a parte, la Roma è piaciuta, anche per aver dimostrato (dopo un avvio in salita) di aver ritrovato lo smalto e gli automatismi di un tempo. Se Brighi (altra grande prova per per lui nonostante l'espulsione) prima e Baptista (un passo indietro per lui) poi non sbagliavano due gol già fatti, sarebbe finita molto probabilmente tanto a poco: come il tasso tecnico delle due squadre avrebbe meritato. Spalletti mette in cascina altri tre punti fondamentali per la rincorsa giallorossa, grazie al sacrificio di tutti e a un Totti ritrovato che si è sacrificato ancora una volta moltissimo per la squadra. E anche questo è un bel segnale per il futuro: la Roma c'è e adesso inizia il bello...

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