Buffo, in Italia, l'umore mediatico. Se parte uno sputo, in Europa o nel mondo, scatta immediato il riferimento a Totti, dimenticando magari le cortesie rivolte da Gullit a Voeller a «Italia '90». Tre righe dedicate alla gomitata di Ronaldinho, la mattina dopo, e poi il silenzio totale, episodio cancellato. L'avesse fatto il capitano romanista, o magari Diakite, che è anche abbronzato, la stampa del Nord avrebbe riempito per una settimana pagine di giornali. Per non parlare dello scandalo della telecronaca Rai, immediate attenuanti per un giocatore «troppo tartassato», che non aveva ancora subito un fallo. Così va il mondo, meglio prendere in esame questa bellissima sfida dell'Olimpico. Se l'Inter resta infati la grande favorita per lo scudetto, l'impresa di San Siro restituisce alla Lazio il suo ruolo di rivelazione: così che i voti unanimi dell'Italia, nerazzurri esclusi, si indirizzano con simpatia e speranza ai ragazzi di Delio Rossi, per garantire nuovo interesse alla corsa al primato. Comprensibile che la Lazio, con tanti giovani in organico, possa concedersi qualche sbalzo di rendimento, però la considerazione generale resta alta, bel gioco e individualità di spicco non mancano, l'equilibrio del match è ben più accentuato di quanto i numeri della classifica possano indicare. Lo spettacolo non dovrebbe mancare, specialmente se questo ignobile clima si deciderà a firmare una tregua rendendo il prato pienamente agibile. Poche ore prima sarà la Roma a inaugurare il quindicesimo turno: delicata la trasferta di Verona dove l'attende il Chievo, risorto a Udine dopo una serie di passi falsi determinati anche da episodi sfavorevoli. Per cercare una vittoria da tempo mancante al Bentegodi, Spalletti dovrà persuadere i suoi a togliersi dalla mente, per il momento, il pesantissimo impegno di martedì sera, il confronto da dentro o fuori con un Bordeaux che scenderà all'Olimpico forte della serenità di chi nulla ha perdere. Da ricordare che nel quadro degli ottavi di Champions restano tre caselle vuote, due destinate proprio al girone dei romanisti. Ma al Chievo sarà indispensabile dedicare tutta la concentrazione possibile, anche perché, indisponibile Vucinic, l'infermeria è tornata ad affollarsi. Possibile si tratti soltanto di sfortuna?
Tutta l'Italia
tifa per il colpaccio dei biancocelesti