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Roma, tre squilli all'Europa

Un successo vale il primo posto

Ma stavolta la nuova Roma camaleontica di Spalletti non sbaglia l'appuntamento e gira alla boa dell'ultima partita davanti a tutti nel Gruppo A di Champions. Il che vuol dire che con un successo nell'ultimo match in programma mercoledì 9 dicembre, potrebbe chiudere in testa ed evitare spiacevoli sorprese nel sorteggio in programma il 19 a Nyon. All'onesto Trombetta non sono bastati la carica della stampa locale che incitava la squadra a «ripetere la storia» e nemmeno un tempo da lupi che ha costretto le due squadre a sfidarsi su un lastrone di ghiaccio a quattro gradi sotto lo zero: freddo vero. Questa Roma è troppo più forte. Spalletti cambia ancora. Senza Vucinic, non al top della condizione dopo l'attacco influenzale della vigilia, sposta indietro il modulo della Roma che si presenta con un inedito 4-3-2-1: Perrotta e Baptista a giocare dietro a Totti unica punta. Dall'altra parte Trombetta non cambia molto la sua squadra, ma sposta il velocissimo Dubarbier a sinistra ad insidiare Cassetti: e la cosa funziona, visto che tutte le cose migliori del Cluj arrivano proprio da quella parte. Il folletto argentino inizia a randellare da subito e la partenza lampo dei padroni di casa fa sponda proprio sui suoi affondi. Due minuti e Juan è costretto a chiudere in angolo, mentre la Roma ancora non si è acclimatata. Un minuto dopo infatti un'incomprensione Taddei-Cassetti poteva costar cara ai giallorossi che rischiano ancora al 6': altra disattenzione, a centrocampo stavolta, Dubarbier punta la porta dritto per dritto, apre a sinistra per Konè e Doni si guadagna la pagnotta in angolo. È la sveglia che riporta al mondo la Roma. La squadra di Spalletti inizia a giocare il suo calcio e ad assimilare i movimenti imposti dal nuovo modulo. All'undicesimo la svolta: Taddei lancia benissimo oltre l'imbarazzante difesa del Cluj Perrotta che va sul fondo e la mette nel mezzo. Lì c'è Brighi, da solo che incornicia il suo grande momento con il primo gol in carriera in Europa: secondo in assoluto da quando è alla Roma. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere e si affida ancora ai piedi di Dubarbier che annulla di nuovo Cassetti dal campo, mette il pallone nel mezzo ma Trica grazia la Roma. Rovesciamento di fronte e grande svista arbitrale: lancio perfetto di De Rossi per Brighi che in posizione regolare entra in area da solo e viene atterrato da Stancioiu in uscita: ma per il portoghese Batista (o meglio per il guardalinee Ferreira) è in fuorigioco. Ci pensa capitan Totti a fare giustizia tre minuti dopo. Punizione dal limite per l'atterramento di un Baptista molto mobile e pennellata imprendibile del capitano che ammutolisce i diciannovemila «invasati» del Radulescu: e lì in mezzo esplode la «follia» dei duecento romani molti dei quali festeggiano a torso nudo. Ma non è finita perchè il Cluj, prima dell'intervallo accorcia le distanze e tiene aperta la partita. Alla mezzora Konè riprende di testa una respinta corta di Doni e manda le due squadre all'intervallo sul 2-1: tutto da giocare. Il Cluj prova a cambiare la dinamica della gara nella ripresa, ma la Roma prende spazi e inizia ad ingranare davvero. Lì dietro si balla sempre un po' troppo ma quando al 64' Brighi realizza il gol del 3-1 (grande cosa di Taddei sulla fascia e botta del centrocampista che realizza la sua prima doppietta in carriera) il discorso è bello che chiuso. Sì, il Cluj ci prova ma la Roma è già li a fare i conti e a pensare alla Fiorentina: già, perchè domenica all'Olimpico c'è un altro crocevia fondamentale.

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