Ma la vittoria ha valenza maggiore guardando al pareggio di Bordeaux, che proietta la Roma in testa al girone con un punto di vantaggio sugli inglesi, per altro il passaggio del turno non è in cassaforte, anche se per metterlo in pericolo i girondini dovrebbero vincere all'Olimpico. Grande fiducia sembrava avere garantito la ritrovata forza difensiva della Roma, ma nel gelo il reparto ha tremato di brutto, e non per il clima. Un avvio terrificante, romeni pericolosi a più riprese, un miracolo di Doni, la svolta improvvisa nasce dalla caparbietà di Perrotta, regalato a Brighi il pallone di un vantaggio che avrebbe dovuto restituire serenità, ancor più dopo la magia di Totti su punizione. Ma guai a rilassarsi, un errore ridare animo ai locali e alla folla, tutto è tornato in bilico con un'incertezza di Doni, Roma in vantaggio al riposo, ma nel conto delle conclusioni a rete in netta prevalenza i transilvani, sembrava incredibile dopo la doppia impennata. Quando, affievolita nella ripresa la riscossa dei romeni, Taddei ha servito Brighi per il raddoppio personale, i fantasmi sono svaniti. Per Spalletti, segnali d'allarme soprattutto sulle fasce, non presidiate al meglio, i laterali più efficaci nella spinta che nelle coperture. Certo, non è stato il bel rombo di Lecce, con interpreti diversi certi meccanismi vanno improvvisati e non è la soluzione più semplice. La peggiore Inter della stagione produce la sconfitta interna con il Panathinaikos, ma anche se non compromette la qualificazione determina una posizione di classifica senza bocciature, grazie alla rimonta del Werder dopo il doppio vantaggio dei ciprioti.
Basta una Roma surgelata: non bella, ...
Argomenti