E sarei curioso di sapere se Moratti li paga a parte o se sono nella busta paga di Don Josè, nove o dieci o quattordici milioni l'anno, non ricordo bene. Ma questa è una malignità, naturalmente. Resta il dubbio: cosa se ne fa, un tecnico di valore mondiale, di un tattico? Non ci arriva da solo? Gipo Viani, inventore del calcio «all'italiana», certo non ne aveva bisogno; e neppure il suo compare Nereo Rocco, stessa cultura catenacciara; né tantomeno Fulvio Bernardini, che con alcune famose gherminelle tattiche vinse lo scudetto a Firenze e a Bologna. Forse Helenio Herrera, appena arrivato in Italia, qualche dritta se la sarà fatta dare. Ad esempio da un interista doc, Annibale Frossi, detto il Dottor Sottile, che da bomber dell'Olimpiade 1936 (medaglia d'oro all'Italia grazie ai suoi gol) si trasformò in abile commentatore calcistico per il «Corriere della Sera». Assumere un tattico - penso - sarebbe come se un giornalista pagasse uno per farsi suggerire le idee per il pezzo, prima di scriverlo. E andando sul pratico, mi chiedo a chi attribuire il merito di quell'abilissima mossa (Stankovic piazzato fra costruttori di gioco e esecutori) che ha consentito all'Inter (insieme ad altri notevoli ingredienti) di battere alla grande la Juventus. Io l'attribuisco a Mourinho. Se sbaglio «mi correggerà». Ma domenica pomeriggio, negli studi di Saxa Rubra, avendo Spalletti collegato in diretta da Lecce, ho rivolto il quesito anche a lui, perché avevo sentito dire in una radio romana che pure il tecnico giallorosso si serviva di un tattico. Risposta stupita, accompagnata da un imbarazzato sorriso alla Spalletti: «Io ne ho più d'uno, Domenichini, Andreazzoli...», e altri che non ho capito. Scherzasse o no, il cambiamento del modulo giallorosso s'è visto eccome, ed è stato determinante per la rinascita della squadra, per l'ormai certa risalita dall'inferno della zona retrocessione. Aggiornamento dell'atteggiamento tattico, dunque, ma anche - come dire? - del comportamento dei giocatori dal punto di vista personale, nel senso che li abbiamo visti più umili, più concentrati, più determinati nel perseguire il gol, il successo.
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