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Perché l'Inter dopo Calciopoli non l'ha mai più vinto. Una curiosità, visto che la Juve è l'unica squadra che nel dominio degli ultimi due campionati i nerazzurri non sono riusciti a battere. Una statistica da aggiornare al più presto per Josè Mourinho, al suo debutto nella sfida che a parole è stata la più aspra della recente storia del calcio italiano. Forse per questo lui, proprio lui, polemico se c'è n'è uno, smorza i toni. A cominciare dal suo rapporto con Claudio Ranieri, spesso basato su frecciate e battibecchi. Ma non stavolta. «Giocherò in casa, quindi devo essere educato con i miei colleghi. Come ho sempre fatto aspetterò nel tunnel l'allenatore avversario e gli stringerò la mano, come ho fatto con tutti. Tra me e Ranieri - prosegue Mourinho - è un problema nostro, e non mi piace questa pubblicità. Ci sono cose personali, abbiamo parlato a Coverciano come due colleghi che fanno il loro lavoro e per me è sufficiente. Ranieri a San Siro per me sarà come tutti gli altri colleghi». La Juve invece non sarà come tutte le altre avversarie, anche se lo Special one si nasconde un po' dietro definizioni standard, del tipo «è una partita normale, vale tre punti come le altre». Anche se non l'ha mai vissuta sa benissimo che non è così. E allora, forse per compensare, risfodera le sue stilettate a proposito del pronostico di Cobolli Gigli, che prevede la Juve vincente per 2 a 1. «Non conosco la mentalità e non conosco le persone, e non mi interessa. L'ultima volta che un presidente ha detto che avrebbe vinto è successo prima di un Porto-Benfica, e ha perso. Per me, la mia squadra è la migliore e i miei giocatori sono i più forti». Tanto per chiarire. Come su Adriano, convocato dopo cinque gare di esilio, dopo aver detto che se non gioca e ne vuole andare. «Sono assolutamente d'accordo con lui. Altra storia, però, è se uno gioca o ha la possibilità di farlo. Se lui farà tutto quello che fanno gli altri sarà un giocatore come gli altri, perché ha molta qualità e una grande possibilità di giocare con noi». Armistizio, più che pace, ma è qualcosa. Stasera però sarà difficile vederlo in campo, almeno dall'inizio. Cruz, il killer dei bianconeri con dieci gol all'attivo negli scontri diretto è in pole al fianco di un riposatissimo Ibrahimovic, che invece spera nel suo primo gol dell'ex. In difesa al posto dello squalificato Cordoba Materazzi è favorito su Burdisso, mentre rimane da capire se Mourinho vorrà potenziare il centrocampo con Muntari e Stankovic a dar man forte a Cambiasso e Vieira o punterà una volta ancora sui tre davanti, con uno tra Mancini e Quaresma dall'inizio. Di certo, battere la Juve, e Ranieri, gli permetterebbe un'infornata di nuove battute e frecciatine, buone almeno fino alla gara di ritorno.

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