Dall'altra Ronaldinho e Shevchenko, oltre agli indisponibili Pirlo, Nesta, Inzaghi e Borriello, che a causa dello stiramento all'adduttore rimediato mercoledì sera rischia di stare fermo almeno due settimane. Gente che sarebbe titolare davvero in qualsiasi altra squadra al mondo, o quasi. Ma domenica sarà anche un derby tra due squadre diverse, nel modulo e nei risultati finora raggiunti, che però nel turno infrasettimanale non hanno certo brillato per condizione e gioco spettacolo, nonostante le due vittorie contro Lecce e Reggina. Lo sa capitan Zanetti e spiega: «Sarà dura, perché il Milan è una grande squadra, ricca di campioni. Mi aspetto un match combattuto ed equilibrato, ma noi ci arriviamo molto bene e proveremo a vincere». Lo sa altrettanto bene Clarence Seedorf, che però cerca di smorzare l'adrenalina che sale in città: «Il derby è una gara sempre importantissima, anche se in questo momento conta poco per il resto della stagione. Riuscire a ottenere i tre punti sarebbe importante per la rimonta del Milan, comunque vada mi aspetto una gara molto bella, perché tutte e due le squadre sono in un buon momento». Per le squadre come per molti singoli, tra i quali Amantino Mancini, che grazie al travolgente inizio di stagione con l'Inter ritrova dopo tanto tempo la nazionale brasiliana di Carlos Dunga, che ha convocato tra gli altri anche i romanisti Doni, Juan e Julio Baptista. Poi c'è chi il morale lo sta recuperando poco alla volta. Come Adriano Galliani, che dopo l'incubo di inizio stagione sta ricominciando a sorridere, anche se per domenica«ìnon sono né fiducioso né sfiduciato». Galliani non lo dice, ma senza Borriello e Inzaghi uno come Sheva, che contro l'Inter ha già segnato 14 gol, lo vorrebbe titolare dall'inizio. «Ma la formazione la fa Ancelotti - spiega il vice presidente rossonero - così si prende anche le sue responsabilità». Stoccata? Forse. Nonostante il cambio di rotta nei risultati al Milan la bufera non è ancora passata del tutto.
A Milano è già febbre-derby
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