E anche se a Davide Rebellin l'idea piaceva un sacco, i casi della vita non hanno voluto che così fosse, e hanno lasciato al grandioso vicentino un sorriso in meno e un argento in più. L'oro, quello se l'è preso Samuel Sánchez, spagnolo. «L'oro è un'altra cosa, peccato perché ormai ero a un passo dall'oro», ha detto Rebellin dopo l'arrivo. «Salgo sul podio con un pò di tutto, ne ho fatti tanti di secondi posti ma questo è il più bello, ma soprattutto la mia è una medaglia pulita. Ritengo di essere di esempio anche per i giovani». Un argento che frutta alla squadra azzurra 150 mila euro. La somma verrà divisa in parti uguali tra i componenti del team, ma Rebellin lascerà la sua parte ai compagni che lo hanno aiutato a conquistare la medaglia.Contento anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci. «Rebellin con questo argento ci ha fatto un grandissimo regalo». La gara è entrata nel vivo all'inizio dell'ultimo giro del circuito all'ombra della Grande Muraglia (a 25 km dalla fine), quando Evans ha atttaccato insieme a Chris Sorensen e Kolobnev. Samuel Sánchez e Rebellin si sono accodati, e quando l'hanno fatto poi anche Kreuziger, Leipheimer, e poi Botero, Aerts, Andy Schleck, Vande Velde, Gesink, Rogers, Niemiec, Pineau tra gli altri, si è capito che da questi nomi sarebbe uscito l'oro olimpico. Bettini e gli altri, tutti dietro. A 4 km dalla vetta (e quindi a 17 dall'arrivo), Andy Schleck ha prodotto il suo affondo. Solo Rebellin ha tenuto la giovane ruota lussemburghese, e tra gli altri Kolobnev è stato il più veloce a riportarsi sotto. Ancora Andy ha fiondato un assalto, e ancora Rebellin ha risposto presente. A 16 dalla fine, sulla coppia di testa arrivavano Kolobnev (di nuovo), Rogers e - poco dopo - Samuel Sánchez. In cima al Gpm, visto che non ne aveva ancora abbastanza, Schleck ha proposto un ultimo scatto, quello che voleva essere definitivo. E in effetti, sulle prime solo Rebellin e Sánchez hanno tenuto. Però la discesa pedalabile ha permesso a un Rogers col turbo e a Kolobnev di rifarsi sotto: per lunghi appassionanti chilometri la coppia in caccia teneva nel mirino le tre lepri, ma non trovava il modo di rientrare; e allora ci ha dovuto pensare un missile, un lampo, un TGV partito furiosamente dal terzo gruppo: il suo nome è Fabian Cancellara, e il suo numero rimarrà in mente a molti: nel giro di un paio di chilometri lo svizzero ha annullato i 25" di gap da Kolobnev e Rogers, e una volta rientrato sui due, li ha guidati sul trio all'attacco.Ai 600 metri il ricongiungimento, giusto in tempo per la volata: Kolobnev l'ha presa in testa, ai 250 metri, ma il russo aveva speso troppo per inseguire e si è accartocciato su se stesso ai 150 metri. In quel momento, dalla sua destra spuntava Sánchez, da sinistra Rebellin: un testa a testa entusiasmante, in cui Samuel ha dimostrato di averne di più: e la sua meritata vittoria è venuta contemporaneamente all'ennesimo piazzamento di Davide nelle gare importanti. Al terzo posto Cancellara, che non ha più trovato in volata le energie necessariamente spese sulla discesa.
Marco ...
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