Sport

Tennis

Le ragioni per cui il tennis è uscito dalle Olimpiadi nel 1928 e vi è rientrato solo 60 anni dopo a Seoul non sono mai state completamente chiarite. Sicuramente agli inglesi non faceva piacere che ogni quattro anni il torneo olimpico potesse togliere un po' di prestigio a Wimbledon e gli inglesi hanno sempre avuto molto peso nelle decisioni del Comitato Olimpico. Pare anche che ci fosse in atto una disputa sulla marca di palle da usare, un aspetto commerciale che non giovava all'immagine di una disciplina dilettantistica. Ugualmente non favoriva il ripristino di un rapporto la svolta verso il professionismo che il tennis ha assunto prima ancora di gettare, nel 1968, la maschera dell'ipocrisia e diventare ufficialmente prima ìopen", poi dichiaratamente professionistico. Prima del reintegro avvenuto nel 1988 ci furono comunque due tentativi abbastanza comici se non addirittura patetici di riportare il tennis dell'ambito olimpico. Nel 1968 a Città del Messico fu organizzato un torneo non ufficiale al quale ha partecipato anche il nostro Nicola Pietrangeli ed è stato vinto dallo spagnolo Manuel Orantes. Nel 1984 a Los Angeles il tennis fu ammesso come sport dimostrativo (sic!) senza assegnazione di medaglie e con limite di età ai 21 anni. Le due gare di singolare le vinsero Stefan Edberg e Steffi Graf. La definizione sport dimostrativo aveva avuto una sua funzione alla nascita dei Giochi perché vi potevano essere discipline che non avevano ancora una loro universalità. Erano ammesse «in prova» per dimostrare la loro validità ma è evidente che questo non era il caso del tennis nel 1984. Finalmente nel 1988 il tennis è tornato a fare ufficialmente parte del programma olimpico ed a distribuire medaglie. Chi ha la bontà di leggermi sa che non sono mai stato favorevole al ritorno del tennis ai Giochi anche se riconosco l'importanza che questa decisione ha avuto in alcuni paesi e per alcune federazioni. La stessa Federazione Italiana riceve dal Coni un contributo per la «preparazione Olimpica» che non ha alcun significato e nessuna giustificazione. Le mie riserve trovano conferma nella semplice lettura dell'albo d'oro dei vincitori del singolare maschile nelle cinque edizioni del torneo olimpico che sono andate in archivio. Mentre il singolare femminile ha avuto solo campionesse di prestigio (Graf, Capriati, Davenport, Venus Williams ed Henin) tra gli uomini hanno vinto giocatori come Mecir ma soprattutto Rosset e Massu che nella loro carriera non hanno mai ottenuto risultati importanti nei tornei del Grande Slam. In sintesi credo che alle Olimpiadi debbano essere presenti solo quelle discipline nelle quali la vittoria rappresenta la massima aspirazione per un atleta. Al di la delle dichiarazioni di facciata non c'è tennista che preferirebbe vincere il torneo olimpico piuttosto che una prova del Grande Slam. È la stessa motivazione per la quale sono decisamente contrario alla presenza del calcio nel programma olimpico. Aggiungo un'altra considerazione. Avendo ormai alle spalle una lunga milizia olimpica mi da personalmente fastidio l'inevitabile classificazione del tennis tra le discipline minori nel quadro di una manifestazione nella quale sono giustamente protagoniste l'atletica leggera, il nuoto, la ginnastica, la scherma, il canottaggio, ecc. Tra gli altri problemi c'è quello che ogni quattro anni il torneo olimpico sconvolge o almeno complica il consolidato calendario che il tennis si è ormai dato. Dal 21 luglio al 3 agosto sono in programma a Toronto ed a Cincinnati due Masters Series ed in contemporanea con il torneo olimpico si giocherà anche a Washington, dove ha deciso di partecipare Andy Roddick, il primo giocatore americano che ha preferito rimanere a casa piuttosto che andare in Cina, un intermezzo che non gioverà per preparare l'Open degli Stati Uniti, che inizierà a New York il 25 agosto.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.