Sono occasioni in cui, come avviene nel messaggio agli italiani di fine anno, un Presidente non può inventarsi nulla di particolare. Sono atti dovuti ma è importante che comprendano anche l'augurio ai nostri atleti. Ad un mese esatto di distanza dall'apertura dei Giochi è difficile fare una previsione su quello che sarà in termini di risultati e non solo di medaglie il comportamento dei nostri atleti ma ci conforta una tradizione complessivamente molto positiva. In una classifica per nazioni basata sui risultati delle 25 edizione che sono andate in archivio a partire dal 1896, l'Italia occupa un eccellente quinto posto, appena dietro la Gran Bretagna e davanti alla Francia, paesi che in altri campi ci sono molto davanti. In particolare l'Italia, che rispetto ai due paesi che ho appena citato, ha partecipato a due edizioni di meno e ne ha ospitata solo una (nel 1960) contro le due di Londra (1908 e 1948) e di Parigi (1900 e 1924) l'Italia ha conquistato una medaglia d'oro meno della Gran Bretagna e ben sette di più della Francia. Inevitabilmente è indietro nel conto delle medaglie meno pregiate ma la spiegazione è abbastanza semplice perché, soprattutto nel 1900 a Parigi e nel 1908 a Londra, gli atleti di casa hanno raccolto un numero considerevole di piazzamenti anche perché in quelle edizioni non c'erano ancora dei limiti alle partecipazioni. Se ne ricava l'incoraggiante sensazione che lo sport italiano, che visto dall'interno presenta problemi e difficoltà di vario genere, è quasi sempre riuscito ad ottenere risultati per cui costituisce se non proprio un modello, almeno una vetrina nella quale siamo stati capaci di esporre gli aspetti più positivi della nostra genialità ed anche, qualche volta, della nostra capacità di improvvisazione. Abbiamo dei serbatoi importanti. La scherma ed il ciclismo, ultimamente il nuoto, ci hanno regalato vittorie e medaglie, ma ad ogni edizione viene fuori dall'anonimato la sorpresa di qualche medaglia inattesa in discipline che pur avendo da noi scarsa popolarità sanno produrre imprese costruite sulla passione di alcuni atleti e di alcuni dirigenti che senza il miraggio di guadagni impossibili lavorano splendidamente. Ci sarà tempo, nell'avvicinarsi ai Giochi, di esaminare nel dettaglio quali sono le nostre possibilità ma i risultati di Sydney e di Atene, le due ultime edizioni, costituiscono una base incoraggiante. Certo a Pechino ci saranno anche i cinesi che probabilmente toglieranno spazio e medaglie agli altri paesi ma questo è un problema che non è solo nostro. Noi dobbiamo superare gli inglesi e staccare ulteriormente i francesi, lasciando agli Stati Uniti, alla Russia, alla Germania ed ai padroni di casa le prime piazze nel medagliere.
Il Presidente della Repubblica ...
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