Spezzone per Quagliarella, nemmeno un minuto per Borriello ma il risultato è stato lo stesso: zero gol degli attaccanti finora, il reparto più atteso e numeroso di questa spedizione europea. Vabbè, la sfortuna, vabbè i pali, mettiamoci anche un arbitro e un assistente di linea distratti contro la Romania, ma il bottino delle punte è disarmante e non invita all'ottimismo per il prosieguo della manifestazione. Sarebbe un record riuscire a qualificarsi per la semifinale senza nemmeno una rete segnata dagli attaccanti. Un fenomeno inspiegabile che a Donadoni non preoccupa anche se tutti i compagni continuano a ribadire ogni volta fiducia nei riguardi di Toni, l'uomo più atteso dell'Europeo quasi qualcuno cominciasse a mettere in dubbio il suo fondamentale apporto. E, invece, il nostro bomber, non è riuscito ad entrare nel tabellino di marcatori e si presenterà al cospetto della coppia Villa-Torres con quell'odioso zero sulle spalle. «Toni non è un problema, per me ha già segnato due gol, quelli contro la Francia per il rigore e l'espulsione conquistata», ha spiegato Camoranesi. Cannavaro ha rincuorato l'attaccante del Bayern: «E' utile per la squadra, si sbloccherà presto». Un coro, tutti gli azzurri a rianimare l'ariete nazionale in panne dopo una stagione trionfale in Bundensliga. E anche l'astinenza di Cassano che pure si è conquistato ormai un posto al sole non viene vissuta come un problema perché il barese sta giocando benino e soprattutto continua a comportarsi in modo impeccabile all'interno del gruppo. Semmai è troppo poco egoista in campo, quasi volesse svolgere il compitino senza esagerare qundo invece servirebbe proprio la sua lucida follia calcistica per schiantare la Spagna e prendersi la rivincita contro i maestri di stile olandesi (ma domani i russi non so clienti facili). Per fortuna che c'è un illustre precedente a tirare su il morale di Toni: 26 anni fa un certo Paolo Rossi, mica l'ultimo arrivato, segnò proprio nei quarti (allora era un girone a tre squadre) contro il Brasile dopo essere stato all'asciutto per tutta la prima fase. E allora come non pensare che Toni possa imitare il cecchino vicentino che ci ha regalato la gioia del mondiale dell'82? Sarà lui il nostro «Pablito»?. Siamo all'Europeo, è un'altra storia, ma le sorti finali di questo torneo sono legate a doppio filo con l'esplosione del nostro centravanti. Lui cerca di non pensarci troppo, si gode la giocata di fino che è costata l'espulsione di Abidal, quello stopper aereo su lancio di Pirlo che ha ricordato Van Basten. Senza dimenticare quel gol annullato da Ovrebo, il killer degli italiani, tutti, dalle squadre di club alla nazionale quasi avesse trovato sua moglie a letto con un nostro connazionale. Ancora 48 ore e Toni riprenderà la sua «guerra» contro la porta che sembra diventata più piccola in questi ultimi tempi. Il gruppo azzurro ha fiducia, è scoccata la sua ora contro la Spagna.
Ora alziamo i Toni
