Sono passati quaranta anni da quell'unico trionfo, in casa, con una doppia finale contro una giovane Jugoslavia che molto aveva dovuto recriminare per l'occasione perduta nel primo scontro. Sfortuna per il gol di Domenghini che ci avrebbe mandato al replay, lamenti legittimi per i fischi, casalinghi ai limiti dello scandalo da parte dell'arbitro svizzero Dienst. Poi tutta una serie di delusioni, anche e soprattutto dopo i più prestigiosi traguardi, non proprio un segnale incoraggiante per i freschi campioni del mondo, penalizzati anche da un sorteggio crudele: l'altra finalista di Berlino, ma anche l'ambiziosa Olanda e quella Romania che proprio la corazzata di Van Basten si è lasciata alle spalle in qualificazione. Apriranno le danze, nel girone C, proprio i romeni, un primo saggio del loro livello attuale, ma soprattutto di quello della Francia, che dopo duelli infiniti potremmo ritrovarci tra i piedi perfino in semifinale. Gioca a Berna, l'Italia di Donadoni: perplessità per la scelta di un ritiro in Austria, dovendo giocare la prima fase in Svizzera, più agevole raggiungere Berna da Coverciano che da Baden, ma sono dettagli. C'è l'ulteriore onere del pronostico favorevole, per questo esordio che la caratura tecnica dei rivali, pur privi di Robben, rende insidioso, nche se il cittì dispone, oltre che di un gruppo collaudato, delle risorse che il campionato gli ha offerto con l'esplosione di Del Piero e il ritorno di Cassano, anche se si partirà con i protagonisti della qualificazione. Auspicabile che sia premiata la qualità, come è accaduto alla Germania, splendido primattore Podolski, di fronte a una Polonia forse più squadra, per i ragazzi di Benhakker passivo severo. Troppe angosce, per la Croazia, dopo il rigore immediato firmato da Modric, la derelitta Austria non avrebbe meritato di perdere.
Dopo 40 anni
proviamo a vincere