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«La Roma Calcio? Io sto con i Sensi»

La cordata americana? Si fa il tifo per un progetto che in realtà non si conosce fino in fondo. Cosa dovrebbe fare la famiglia Sensi in più rispetto a quello che ha fatto fino a oggi? Più che provare a vincere lo scudetto investendo in proprio, non possono fare». Che momento attraversa il calcio italiano? «Siamo i campioni del mondo. Ovunque andiamo, ci chiedono del calcio italiano, solo in Italia ne parliamo male. I nostri atleti sono «venerati». Calciopoli? Laddove abbiamo riscontrato colpe, abbiamo colpito. Ci hanno criticato perchè la giustizia sportiva sarebbe dovuta essere più dura. La giustizia deve essere giusta, non dura. la Juventus ha perso dei titoli, la Fiorentina e La Lazio non hanno partecipato alle coppe europee. I nostri arbitri all'estero sono ritenuti i migliori, in Italia siamo sempre pronti al massacro mediatico». La centralità del calcio resta immutata. «C'è un'esasperazione mediatica che lo mette in primo piano. All'estero ci sono altre discipline sportive a cui viene dato spazio sui giornali e in televisione, in Italia per i media esiste solo il calcio». Avete già deciso i calciatori fuoriquota che andranno alle Olimpiadi? «Sono dispiaciutissimo che si parla delle convocazioni di Donadoni per l'Europeo e non si parla mai di quelle olimpiche che dovrà fare Casiraghi. Ritengo che a fine campionato il ct della nazionale maggiore debba incontrare l'allenatore dell'Under 21 per stabilire insieme chi andrà agli Europei e chi, invece, a Pechino. Gli Europei e le Olimpiadi hanno la stessa importanza: non sarebbe giusto far passare il messaggio che alle Olimpiadi andranno «gli scarti» dell'Europeo. Noi vorremmo avere a Pechino la migliore squadra possibile: il Brasile, l'Argentina e le migliori nazionali del mondo porteranno i calciatori più forti. Anche noi dovremo fare altrettanto: anche se ci sono i preliminari di Champions, mi appello alle società affinché facciano un piccolo sacrificio per dar man forte alla nazionale. I preliminari sono importanti per i club, ma ci sono momenti in cui la patria chiama...». Quest'anno gli arbitri hanno lasciato molto a desiderare. «É stato un anno di ripartenza. É vero o no che tutti volevano Collina? Collina è il migliore, e io lo difendo. Oggi gli arbitri sono professionisti a tutti gli effetti. Si allenano tutti i giorni della settimana, sono allenati come i calciatori. L'arbitro italiano ha un fisico d'atleta, abbiamo una bella categoria». Crede che si possa fare qualcosa per tutelare i vivai? «É necessario intervenire: non si può continuare a dire che lo sport è uguale a tutte le altre attività. Il calcio professionistico e il basket non possono essere considerati come le altre attività professionali. Avanti di questo passo le nazionali spariscono, cosa facciamo fra dieci anni, Europa contro America?».

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