Questa la prima diagnosi che arriva dopo la risonanza magnetica effettuata a Villa Stuart dal giocatore mentre i suoi compagni erano ancora impegnati contro il Livorno. Chiamato in fretta e furia il professor Mariani che rientrerà oggi in tarda mattinata da Bologna e visiterà Totti nella clinica di Monte Mario: «Se la diagnosi sarà confermata e il giocatore sarà d'accordo procederemo subito all'intervento chirurgico» fa sapere l'ortopedico che operò l'attaccante nel 2006. I tempi di recupero oscillano tra i quattro e i sei mesi, quindi nella migliore delle ipotesi la Roma riavrà il suo capitano a fine agosto. La speranza del medico sociale giallorosso Brozzi è che invece si tratti di una lesione solo parziale: in quel caso non sarebbe necessario ricorrere all'intervento. L'incubo si ripete due anni e due anni mesi dopo. Sempre all'Olimpico, ancora con una squadra toscana di fronte. Il 19 febbraio 2006 Totti si ruppe il perone e i legamenti della caviglia sinistra durante Roma-Empoli. Ieri un primo colpo al ginocchio da dietro aveva spaventato tutti: ma Totti ha voluto continuare forse complicando la situazione. Poi la fitta insopportabile, appoggiando il piede a terra dopo un tiro di collo. Quindi la corsa verso Villa Stuart, nella sua macchina, accompagnato da mamma Fiorella e da Scala. «Sono preoccupato» ha detto il capitano entrando in clinica. La paura si è trasformata in una impietosa verità. «Che rabbia per il pareggio - aggiunge Totti - ma ora devo pensare alla mia gamba. Ma tornerò più forte di prima». Quando potrà farlo si saprà oggi, di sicuro lo aspetta una lunga fase di riabilitazione in piscina e in palestra. Gli è stato applicato un tutore e dopo l'operazione sarà costretto a stare quattro giorni in clinica. Poi lavorerà con il fisioterapista Musa e Vito Scala per bruciare i tempi. Ale. Aus.
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