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Ora l'Inter

ha il fiato sul collo

Una partita pazzesca, due gol in tre minuti, poi un'ora tutta del Genoa, che sembrava viaggiare a velocità doppia: e in avvio di ripresa, quell'uno-due territificante a rievocare antichi spettri. Ma un ulteriore sussulto di orgoglio romanista, figlio più di impulsi nervosi che di risorse atletiche, ha riconsegnato i tre punti a una squadra che aveva dato perfino l'idea di non credere più in altre magie. Spettacolo vero, gran parte di merito a un Genoa a tratti strepitoso, da stabilire quale fosse lo spessore dell'incompleta Roma di ieri: non molti i bagliori, ma sufficienti a incenerire i rivali, il rigore di De Rossi proprio come quello della finale tedesca, un bel segnale. Troppo facile correre in classifica giocando al meglio, importante è non fermarsi quando invece ci si trova di fronte a difficoltà pesanti, anche dal punto di vista psicologico. Erano appena due, le classiche del turno, entrambe giocate in anticipo. Ma non soltanto briciole rimangono sulla tavola domenicale: in scena la replica della capolista, poi la Juventus a sua volta protesa al mantenimento dell'alta quota. A Bergamo Mancini presenta ancora una volta una formazione penalizzata dalle assenze di Chivu e Ibra, però ritrova Cambiasso, irrinunciabile punto di riferimento. Le proporrà quesiti non facili la bella Atalanta di Gigi Del Neri, tecnico liquidato a Roma con scarsa eleganza e ancor più miseri risultati, reduce dall'impresa di San Siro. La provinciale tenterà di applicare la par condicio ai due colossi metropolitani. Lazio in cerca di ulteriori conferme a Parma, Cuper già ha sperimentato sulla propria pelle gli scherzetti dei romani, lo scudetto scippato alla sua Inter. Curiosità per il ritorno in campo di Cassano, un soffio di genio in più a spingere le vele di una Samp in confortante striscia positiva.

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