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È stata la dimostrazione, se mai ce ne fosse ulteriore bisogno dopo la legnata di Barcellona, che la dimensione dei giallorossi in Europa è ancora quella di una squadra destinata a fare da valletta a chi sul parquet può mettere, grazie ad investimenti quasi calcistici, il fior fiore del talento europeo e d'oltreoceano. La differenza tra le due formazioni è stata talmente evidente da far risultare i tentativi della Virtus di giocare il pallone abbastanza avvilenti quasi quanto le esibizioni di contorno sulle quali è bene sorvolare. La partita non c'è mai stata. Perché il Cska, ferito dalla sconfitta patita a Malaga una settimana fa, è stato caricato a pallettoni dal miglior allenatore europeo, quell'Ettore Messina che non s'è fatto impietosire dalla nazionalità presente sul passaporto chiedendo ai suoi di spazzare via la squadra italiana. Ed i ragazzi di Mosca hanno eseguito. Costruendo il successo innanzitutto su una difesa spaventosa. Gli anticipi sulle linee di passaggio degli esterni sono stati perfetti, così come è stata letale la mattanza che i lunghi in biancorosso hanno compiuto sui pari ruolo locali. Roma non solo non ha trovato contro-mosse ma anzi s'è complicata la vita ancor di più con la peggior prova di uno dei suoi uomini migliori, Roko Ukic. Il play croato ha rotto subito l'andatura e con lui la squadra. Il campionario di palloni persi e brutture è stato quanto di peggio si potesse immaginare. Non che gli altri abbiamo fatto di meglio. Solo Jaaber ha mostrato sprazzi da ricordare mentre gli altri, tra forzature e sciocchezze, hanno recitato la parte di bambini impauriti. Nel Cska, allegra macchina da canestri al limite delle perfezione, s'è stagliata la prova superba di Siskauskas, capace di mettere già al 20' la bellezza di 18 punti a referto, con gli immacolati 6/6 dal campo e 5/5 dalla lunetta, corollario del 25-48 che già alla chiusura della metà di gara non ha lasciato spazio a speranze di recupero. Così i restanti 20' di gioco si sono tarscinati, sottilneati solo dallo spontaneo apllauso per l'ingresso di Tonolli e per gli immarcabili avversari Siskauskas e Langdon e dalla voglia di mostrarsi di Jaaber. Ora c'è il campionato e l'avversaria, domenica in trasferta, sarà Avellino. Partita cruciale per la lotta al secondo posto, a cui Roma si presenterà ferita dalla scoppola russa. Compito di Repesa e Bodiroga cancellare in fretta dalla testa dei giocatori la ambasce d'Europa.

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