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Ma ora non c'è più tempo di pensare al passato perché domenica arriva il Livorno all'Olimpico nell'ultima gara possibile di un calendario che dopo presenterà un poker terribile con Udinese e Fiorentina in trasferta, Roma e Inter all'Olimpico. Rossi ha rischiato col tridente ma si ritrova una formula che gli permette di sfruttare tutto il potenziale offensivo della sua creatura. Certo, c'è molto da lavorare perché gli automatismi non funzionano ancora bene e spesso sulle ripartenze del Milan nessuno dei tre attaccanti tornava indietro ad aiutare i compagni in copertura. Quando si attaccava tutto bene ma con la palla nei piedi degli avversari Ledesma e Dabo erano costretti a un superlavoro e anche Behrami ha dovuto limitare le sue incursioni per non scoprire troppo la difesa. Però, Rossi vuole andare avanti così perché l'aveva promesso a Bianchi quando l'ex bomber della Reggina doveva decidere se sposare il progetto Lazio oppure andare al Torino, perché il tridente consente al tecnico di tornare al primo amore, quel 4-3-3 di origine zemaniane. La posizione in classifica ancora non è tranquilla ma è arrivato il momento di rischiare qualcosa anche pensando al futuro. Rocchi si è spostato sulla sinistra come ai tempi della gestione Caso in una posizione non congeniale alle sua caratteristiche ma poi si è spostato in mezzo e ha dato il via al gol di Bianchi. Pandev ha sofferto partendo da dieci metri più indietro visto che in quella zona del campo c'è ancora più affollamento rispetto al solito. Bianchi ha timbrato il cartellino da attaccante di razza confermando di essere un animale da area di rigore ma deve crescere l'intesa con gli altri due e soprattutto deve cercare di essere meno egoista in alcune situazioni di gioco. Sarà una settimana di prove ma ormai il dado è tratto: Rossi vuole riuscire a trasformare il modulo della Lazio per centrare la salvezza il prima possibile e poi puntare sulla Coppa Italia.

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