L'ultimo nella gara d'andata, con quel fallo laterale invertito e Iaquinta a svettare solo soletto nell'area giallorossa. Un tabù da cancellare in fretta, possibilmente domani, per difendere il secondo posto. Una partita da vincere, magari con un gol di Totti: anche il capitano gioca contro una tradizione negativa. Tra i centosessantuno gol che ha segnato in campionato neanche uno è arrivato a Torino contro i bianconeri. Nell'Olimpico piemontese è riuscito a mettere la sua firma solo una volta, la scorsa stagione contro i granata, con una deviazione di «posteriore» quanto mai benedetta. Oltre alla Juve, solo altre tre squadre dell'attuale serie A che possono vantarsi di non essere mai state punite da Totti nel proprio stadio: Fiorentina, Genoa e Catania. L'attaccante giallorosso spera di mettere la crocetta anche sulla casella Juventus battendo ancora Buffon: nonostante sia il più bravo al mondo è riuscito ad infilarlo ben otto volte, col bottino equamente diviso tra Parma, la prima squadra di Buffon e Juve. Quest'ultima trafitta cinque volte all'Olimpico da Totti, ma in occasione dell'1-4 (con Spalletti in panchina...) a difendere i pali bianconeri c'era Abbiati. La sfida si rinnova, dunque, con il portiere della nazionale che non ha ancora digerito la doppietta subita dall'amico Francesco all'andata. I due hanno anticipato il confronto con un'intervista doppia concessa ai due canali tematici di Roma e Juventus. «È sicuramente una gara particolare - racconta Totti - perché è stato spesso un duello al vertice o per lo scudetto. Una partita differente dalle altre che vivi anche con tanta sofferenza». E forse per la prima volta nella storia i giallorossi si presentano a Torino da favoriti. «La sfida che ricordo con più piacere è quella che abbiamo vinto 4-0». Quattro, zitti e a casa disse il capitano agli avversari quella notte. Per Buffon, viceversa, il flashback è legato a una sconfitta: «Quando abbiamo perso in casa 0-2. Era una delle mie prime partite con la Juve - dice il portiere - e non feci una grande figura. Mi ricordo che tornando a casa mi ero detto: "cerca di svegliarti, altrimenti te ne torni a casa, perché figure di questo tipo non ne devi fare"». Una punizione centrale di Batistuta lo sorprese. Totti, invece, lo superò con il primo di una lunga serie di «cucchiai» in un celebre Roma-Parma. Due campioni nemici solo in campo. «Ci siamo conosciuti nelle nazionali giovanili e siamo diventati fin da subito grandi amici» la versione di Totti, confermata da Buffon: «Il nostro rapporto nasce nel lontano 1992 nell'Under 14, quando e arrivammo alla finale dell'Europeo a Istanbul e perdemmo malamente 1-0 con la Polonia. Lì iniziammo a conoscerci e siamo sempre stati in sintonia».
La Roma contro due tabù
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