Dopo il ko inflitto a Nadal dal sosia di Muhammad Ali, il francese Jo Wilfried Tsonga, anche Roger Federer ha perso, addirittura in tre set, un punteggio che non subiva dai quarti di finale del Roland Garros del 2004 quando era stato battuto dal brasiliano Guga Kuerten. Questa volta il protagonista del colpo è stato il serbo Novak Djokovic, sicuramente il più accreditato degli aspiranti alla successione del campione svizzero. Il quale peraltro non è disposto ad abdicare anche se deve rinviare ogni progetto di Grande Slam. Federer è stato tradito dal dritto su alcuni punti importanti ma Djokovic è stato splendido per il modo in cui ha sfruttato il servizio per annullare due set-point sul 6 a 5 per Federer. Lo svizzero è stato il primo a prendere un break di vantaggio all'avvio portandosi in testa per 5 a 3 e 0-30, servizio Djokovic nel primo set ma il recupero di Djokovic si è espresso in una serie di cinque games consecutivi che hanno consentito al serbo di chiudere il primo set per 7-5 e di portarsi in vantaggio per 1 a 0 nel secondo set. Qui si è avuta addirittura l'impressione che Djkovic potesse dilagare perché è andato in teste per 5 a 1. Un paio di sciocchezze del serbo hanno consentito a Federer di recuperare fino al 5 a 3 ma non hanno salvato il set. Nel terzo è toccato a Djokovic salvare una situazione difficile quando ha rimontato da 0-40 nel secondo game, poi è toccato a Federer annullare quattro palle break prima che il punteggio si mettesse in linea con i turni di servizio. Solo sul 6 a 5 per Federer, Djokovic ha dovuto affrontare due set point ma lo ha fatto da campione sfruttando il servizio. Nel tie-break Federer è stato in vantaggio per 3 a 1 e per 5 a 4 ma gli ultimi tre punti sono stati per Djokovic. Il risultato interrompe una striscia di dieci finali consecutive raggiunte da Federer nei tornei del Grande Slam. L'ultima sua sconfitta in semifinale si era verificata in questo torneo tre anni fa contro Marat Safin. Djokovic è naturalmente favorito nei confronti di Tsonga per la finale ma l'incontro è ugualmente atteso con grande curiosità. Tsonga non è il primo caso di un giocatore che giunge a sorpresa in semifinale in un torneo del Grande Slam ma è il modo in cui ha messo ko un agonista come Rafael Nadal a destare ammirazione tra gli addetti ai lavori ed anche tra i suoi colleghi. Nadal è stato annichilito al punto che ha probabilmente accettato con sollievo la fine di quella che è stata una vera e propria punizione. Naturalmente ci si chiede se Tsonga riuscirà a ripetersi sugli stessi livelli. Lui è convinto di si ma è da verificare l'impatto con una grande finale. In questo torneo non mancano esempi, anche recenti, di finalisti a sorpresa. Basta ricordare prima di Tsonga, il cipriota Marcos Baghdatis che era numero 54 due anni fa quando è arrivato in finale a sfidare Federer e prima di lui il tedesco Raider Schuettler che nel 2003 fu demolito da Agassi. Per quanto riguarda la finale del singolare femminile, che si giocherà nella notte per l'Italia, con tutta la simpatia e l'ammirazione che provo per la bella Anna Ivanovic, mi riesce difficile pensare ad un risultato diverso da una vittoria di Maria Sharapova che contro la Henin nei quarti e contro la Jankovic in semifinale ha dato l'impressione di essere di un altro pianeta.
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