Rossi e Reja sposano il turn-over totale. Alla fine ci sono tre titolari per squadra: Siviglia, Cribari e Pandev da una parte, Cannavaro, Grava e Blasi dall'altra. La Lazio vuole mettersi alle spalle un periodo nero, il Napoli cerca conferme dopo un avvio di stagione confortante sotto il profilo del gioco e dei risultati. Si gioca davanti a pochi intimi (5.506 paganti, almeno un migliaia i napoletani nonostante i divieti) a conferma che la Coppa Italia è ormai finita a meno che non sia modificata la formula. Così, non ha senso e può essere salvata solo nel caso si assegnasse un posto in Champions League alla vincitrice. Tant'è, si gioca con il fischio iniziale di Stefanini di Prato. Venti minuti di studio e Meghni deve lasciare il campo per infortunio. Entra Mauri e il francese conferma una fragilità fisica preoccupante che ne ha condizionato sempre la carriera. Firmani protesta per un sospetto rigore ma e il Napoli a sbloccare il risultato: sponda di Sosa, Dalla Bona si porta avanti il pallone con il mento (e forse la mano) e infila indisturbato Muslera. La Lazio reagisce e Manfredini sbaglia da ottima posizione dopo una percussione di Pandev. Ci prova Kolarov da lontanissimo, il portiere Gianello risponde in due tempi, Mauri viene steso al limite dell'area di rigore ma Stefanini (fischiatissimo) ignora il netto fallo confermando che la creatura di Rossi non è fortunata quest'anno con gli arbitri. Il primo tempo è tutto qui, davvero poco per la Lazio che deve riscattare le ultime sconfitte, mentre il Napoli va al riposo soddisfatto per il vantaggio trovato quasi per caso. Si ricomincia con Mutarelli al posto di Firmani troppo nervoso. Reja risponde poco dopo alla mossa di Rossi: fuori Dalla Bona dentro Hamsik. De Silvestri e Kolarov spingono sulle fasce, la Lazio va all'assalto guidata dai suoi giovani, il Napoli si rintana. C'è spazio anche per Lavezzi e soprattutto per la contestazione di tutti i presenti nei confronti di Lotito. Al 20' ecco il pari: punizione del serbo, Gianello respinge male, tap-in di De Silvestri. Gol e dedica a Gabbo con il difensore che torna a centrocampo indicando il cielo. Sei minuti e Baronio (con la fascia da capitano al braccio) inventa la punizione della vita: parabola straordinaria all'incrocio dei pali per il 2-1. Reazione ospite veemente, Cannavaro colpisce subito la traversa di Muslera, i biancocelesti si chiudono e si affidano ai contropiedi di Makinwa appena entrato per uno spento Pandev. Si soffre fino all'ultimo poi arriva un buona notizia: la Lazio è ancora viva. Ritorno il 16 a Napoli, poi i biancocelesti bisseranno quattro giorni dopo sempre al San Paolo, per l'ultima del girone d'andata.
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.