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Rossi e il tabù delle grandi

Delio Rossi ci crede, spera di trovare una vittoria di prestigio che fino ad oggi è mancata nella sua triennale esperienza romana. Questione di maglie a righe verticali, forse, ma da quando siede sulla panchina della Lazio il tecnico di Rimini non è mai riuscito a togliersi la soddisfazione di superare Milan, Inter o Juve. L'occasione per battere i bianconeri arriva domani, quasi fosse un regalo natalizio da mettere sotto l'albero dei tifosi biancocelesti. Nell'unica stagione in cui Rossi ebbe modo di incrociare i bianconeri finì sempre in parità: uno a uno all'andata, con gol di Rocchi e Trezeguet, uno a uno a Torino, identici marcatori ma umore differente per una Lazio capace di mantenere il vantaggio fino al gol di Trezeguet a tre minuti dal termine, con una Lazio traumatizzata per l'infortunio a Mudingayi, e con Ibrahimovic libero di passeggiare indisturbato sulla schiena di Siviglia. Questo il calcio prima di Calciopoli. Sembra essere passata una vita, ma sono cambiate poche cose. La Juventus sempre lassù, nei piani alti della classifica, la Lazio, nobile decaduta, sempre più depauperata dal punto di vista tecnico e priva di un progetto degno di tal nome. La squadra biancoceleste arriva all'appuntamento con le ruote sgonfie e il morale sotto i tacchi per l'eliminazione in Champions League. In più, come se la depressione a Formello non bastasse, ci sono diversi giocatori in condizioni fisiche precarie che potrebbero saltare l'appuntamento. Il primo dubbio riguarda l'argentino Cristian Ledesma, a Madrid costretto ad alzare bandiera bianca dopo 45 minuti per una forte contusione al ginocchio. La situazione del mediano verrà valutata ora dopo ora, ma al momento le speranze di vederlo in campo domani sera contro i bianconeri sono remote. Esclusi dalla contesa con la formazione di Ranieri anche Behrami e Zauri: sugli esterni toccherà ancora una volta a Scaloni e De Silvestri. In netto miglioramento le condizioni di Goran Pandev, anche se il macedone, anche ieri, è rimasto a riposo precauzionale. Qualora non dovesse farcela, è pronto Makinwa. Sulla trequarti Rossi deve ancora scegliere l'uomo da schierare dietro al tandem offensivo: Mauri sembra favorito su Meghni che ha una leggera distrazione al polpaccio.

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