Da queste appena modificate posizioni ripartono Roma e Inter. Ma anche quell'Udinese proiettatasi a sorpresa nei quartieri della nobiltà, grazie all'ottimo lavoro di Marino, ma anche alla confermata saggezza di gestione della società. Per Spalletti ancora un appuntamento con il suo passato più recente quando, prima di approdare a Roma, aveva portato l'Udinese nella Champions, dignitosamente onorata. Ma il tecnico era lontano, a portare avanti un nuovo progetto, ambizioso nelle intenzioni anche se frenato dalle limitate disponibilità economiche della Roma. Dopo i disagi provocati dalle scarse risorse dell'organico, inadeguato a supportare un undici titolare di prim'ordine, l'allenatore toscano può contare in questa stagione su seconde schiere in grado di non far pesare troppo le ricorrenti emergenze imposte da infortuni pesanti. Già è confortante che oggi all'Olimpico si riveda Totti, con tutta probabilità in panchina inizialmente, ma poi con una possibilità di collaudo agonistico in vista del recupero con il Cagliari. Formazione ben disposta in campo, piacevole negli atteggiamenti e molto pericolosa in attacco, l'Udinese respinge qualsiasi tentazione di barricata: gioca aperto e può far male a chiunque, ne sa qualcosa la Juventus, però questo è un atteggiamento che non dispiace alla Roma, propensa a esprimere il meglio di sé in spazi non troppo angusti. Pronostico da onorare, per i romanisti, ma impegno severo che richiederà concentrazione assidua e conferme su quella fascia sinistra così felicemente pensata con Cassetti alle spalle di Tonetto. Compito ancor più difficile, per l'Inter chiamata a difendere la sua imbattibilità al Franchi di Firenze, viola in rallentamento, ma pur a stretto contatto con la vetta e decisi a esprimere concretamente il grande affetto per Prandelli.
E ora la Roma
non sprechi la sua occasione
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