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La giornata

strizza l'occhio ai nerazzurri

Mostra il suo volto più sorridente, il calendario, all'Inter capolista in solitudine e con una partita da recuperare nei confronti della più immediata inseguitrice. Al Meazza arriva, dalle immediate vicinanze, quell'Atalanta involontaria protagonista domenica scorsa di uno dei più ignobili spettacoli ai quali il mondo del calcio deve assistere con sensazione di impotenza pari allo sdegno. Dunque con qualche problema psicologico da affrontare, oltre alle naturali difficoltà proposte dalla classifica. Decisamente più severo l'impegno della Roma, sul campo di un Genoa in costante progresso di condizione, vivificato dal lavoro di un tecnico tra i più apprezzati, quel Gasparini che aveva esaltato il settore giovanile juventino prima di riportare i grifoni nel loro campionato di competenza. Non bastasse il valore dei rivali di turno, Spalletti dovrà confrontarsi per l'ennesina volta con l'emergenza, pesante e sgradevole anche in presenza di un organico qualitativamente di alto livello rispetto allo scorso campionato. Ci si è messa di mezzo anche la parentesi internazionale, ci si chiede perché mai De Rossi e Perrotta siano stati tenuti in campo nella farsa di Modena, interrogativi sui brasiliani e i problemi del jet-lag, i misteri del piede di Totti e del cranio di Mexes, fermi ai box anche Taddei, Aquilani, Perrotta. Vedremo che cosa dovrà inventarsi Spalletti per inseguire il traguardo dei tre punti, il solo al quale la Roma ha l'obbligo di puntare per non perdere di vista la vetta, saldamente presidiata dalla grande favorita. Gente come Leon e Borriello, ma anche Marco Rossi, Bovo e Sculli, non promettono un pomeriggio di vacanza.

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