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Si rischia

il dominio bis dell'Inter

Il difetto meno sopportabile di una competizione sportiva è la mancanza di equilibrio. Il nostro calcio già soffre per una gerarchia di valori che negli anni, con leggere variazioni, è sempre stata la stessa. Basti dire che il 77 per cento degli scudetti è stato conquistato dalle squadre di due città, Milano e Torino, una situazione che forse è peggiore solo in Spagna, dove Barcellona e Madrid (Real ma anche Atletico) hanno lasciato solo le briciole alle altre città. Dopo sette giornate l'Inter, che alcuni consideravano se non in crisi almeno in difficoltà perché aveva pareggiato due delle prime quattro partite, si trova in testa alla classifica con due punti di più di quanti ne aveva l'anno scorso e con tre punti di vantaggio sulla coppia Roma - Juventus. La Juventus rappresenta, rispetto alle indicazioni della vigilia, una delle due anomalie, l'altra è costituita dal Milan, la cui larga vittoria sul campo della Lazio ha probabilmente restituito morale ma non i punti perduti in avvio. Per quanto riguarda la Juventus è probabilmente vero che la struttura della squadra non è da corsa ma bisogna considerare quel fascino che i bianconeri esercitano nei confronti dell'ambiente ma soprattutto degli avversari. La Roma è certamente più forte e più completa dell'anno scorso ma ha perduto, sul proprio terreno, il confronto diretto con l'Inter. L'anno scorso l'Inter ottenne nella settima giornata, ad Udine, il suo terzo pareggio poi però iniziò quella cavalcata di 17 vittorie consecutive che ha ucciso il campionato ed assegnato lo scudetto poco dopo Natale. Alla ripresa del torneo l'Inter è attesa da una doppia trasferta al Sud (Reggina e Palermo) e riceve il Genoa prima di andare a far visita alla Juventus. Se mantiene o addirittura aumenta l'attuale vantaggio può andare in fuga. Roma, Juventus e Fiorentina hanno il compito di impedirglielo, il Milan non può più sbagliare se vuole rimanere agganciato.

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