Ovvero: tutte le partite disputate all'Olimpico fino a questo momento. Verona battuto 1-0, vetta della classifica conquistata in attesa del posticipo di domani che vedrà il Napoli impegnato contro il Cesena, Del Piero recuperato e subito scintillante in un paio di occasioni: per il popolo bianconero un sabato dicembrino di festa, allora. Anche se chi era allo stadio - ma probabilmente anche chi ha assistito alla partita dagli schermi televisivi - ha provato lo stesso a rovinarsi la festa contestando quasi tutte le decisioni del signor Pierpaoli. Troppo recente, infatti, lo sgarbo delle cinque giornate di squalifica a Nedved per far finta di nulla. E quindi: immaginando forse complotti o comunque un atteggiamento ostile nei confronti della causa, i tifosi bianconeri non hanno digerito tante delle decisioni prese dalla terna arbitrale, compresa quella di non concedere un rigore, ancora sullo 0-0, per una spinta subita in area da Chiellini. Fortuna poi ha voluto che, dopo una decina di minuti della ripresa, l'azione più bella del match portasse al gol del vantaggio: combinazione (splendida) sulla sinistra della premiata ditta Palladino-Chiellini, cross del primo e testa vincente di Camoranesi. Proprio lui, l'oriundo di Tandil che in questo campionato non aveva ancora segnato e che in Italia ci è arrivato nell'estate 2000 grazie a Pastorello, allora patron del Verona capace di pescarlo niente meno che in Messico: il classico gol dell'ex, insomma, festeggiato per di più sotto la curva zeppa di tifosi veronesi. Tanto per cambiare, Camoranesi era stato fino a quel momento uno degli juventini più produttivi nonostante un certo nervosismo esibito a tratti: aveva anche sfiorato il gol nel finale del primo tempo, con una girata al volo di sinistro, tanto per cambiare su un suggerimento del solito Palladino. Quest'ultimo, schierato a sinistra al posto di Nedved (evocato da tutto lo stadio come un eroe, celebrato da uno striscione che recitava «Nessuna squalifica ti può fermare, tu che difendi la maglia come un grande guerriero: Pavel Nedved cuore bianconero»), ha confermato di avere numeri: buon piede (anche un traversa al suo attivo, nelle fasi iniziali della partita), buona corsa e sufficiente faccia tosta per provare giocate difficili senza limitarsi al compitino. Come logica voleva, la Juve ha fatto la partita dal primo minuto, senza imporre ritmi altissimi ma comunque arrivando più volte vicina al gol anche con Bojinov, Zalayeta e naturalmente Del Piero. Quest'ultimo, in campo per la mezzora finale, si è visto annullare un gol per fuorigioco e negare per due volte la gioia della rete da Pegolo. Il peggio insomma dovrebbe essere alle spalle: venerdì prossimo, contro il Cesena, il capitano riprenderà il suo posto e la Juve cercherà di salire sull'ottovolante.
Juventus
in vetta
Argomenti