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«La mia Inter vuole il primo posto»

Roberto Mancini sa bene che la dodicesima vittoria consecutiva potrebbe essere un risultato di prestigio, ma forse non così utile come il primo posto del girone potrebbe far pensare, perché «sia da primi che da secondi si corre il rischio di affrontare squadre forti». Domani all'Allianz Arena di Monaco, l'Inter cercherà comunque di cancellare la brutta sconfitta subita il 28 settembre contro il Bayern, che resta tutt'ora anche l'ultimo ko dei nerazzurri, in un periodo in cui l'Inter era ancora una squadra piena di incertezze e senza il gioco che le ha consentito poi di ottenere la qualificazione con un turno di anticipo in Champions e il primo posto solitario in campionato. Arrivati a quota 11, nessuno vuole però interrompere una serie di successi ottenuti da un gruppo che Massimo Moratti non si stanca più di elogiare. «Quella di quest'anno è una squadra che rispecchia il carattere di Facchetti» ha detto ieri il presidente nerazzurro. E Mancini ha ribadito che «vogliamo vincere per arrivare primi», con il sollievo di chi ha recuperato una situazione che si era fatta più che difficile, dopo le prime due sconfitte nel girone. Ma il tecnico nerazzurro sa di aver trovato la chimica giusta all'interno di un gruppo composto da tante stelle che faticavano a essere una squadra. Ora che i risultati sono arrivati, il problema maggiore di Mancini è la vicenda-contratto destinata a seguirlo ovunque vada. «Mi dà fastidio che se ne parli con parole inesatte e anche stupide - spiega stizzito - e, per esempio, non ho mai fatto richieste allucinanti come ha detto qualcuno». Il contratto, poi, «non è mai stato un problema anche quando ero un giocatore, un posto dove lavorare l'ho sempre trovato». Moratti ha definito la questione «un mistero», ma Mancini spiega che «era solo una battuta. È una questione che ora non mi interessa, mi importa solo che la squadra giochi bene e vinca». Allora meglio pensare al campo e domani si può dimostrare tutto il valore dell'Inter attuale in una partita che si gioca più per l'onore che per altro, utile però per godere di un vantaggio non da poco, e cioè «poter giocare la gara di ritorno degli ottavi in casa nostra, davanti al nostro pubblico». Oltre, ovviamente, a proseguire la striscia record, anche «perchè l'Inter gioca per vincere, sempre. Dobbiamo sempre giocare da grande squadra». Ma da grande squadra, domani sera giocherà anche il Bayern Monaco: «È un grande gruppo - avverte Mancini - in attacco dispone di tre giocatori straordinari. Sono molto migliorati in difesa e hanno saputo sopperire a centrocampo all'assenza di Ballack, sono sicuramente una buona squadra». Non ci saranno gli infortunati Adriano e Cordoba, mentre Grosso è arrivato con la squadra in Germania ma l'affaticamento all'adduttore che ancora gli dà fastidio ne sconsiglia l'impiego. Samuel dovrebbe prendere il posto di Burdisso mentre in attacco la coppia dovrebbe essere quella formata da Crespo e Ibrahimovic. «Sicuramente è una gara con meno pressione - spiega capitan Zanetti - e ci possiamo permettere di giocare con più tranquillità e serenità. Ma non cambia lo spirito con il quale dobbiamo affrontarla perchè vogliamo vincere».

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