Il capitano arranca e non ci arriva. In quell'azione c'è tutto l'attuale Totti: un lontano parente del campione ammirato per anni, ma non certo per colpe sue. La paura di caricare il peso sul piede sinistro lo condiziona ancora. Neanche la pausa di campionato è riuscita ad allontanare i fantasmi di quel terribile infortunio patito lo scorso febbraio. Al «Granillo» si è visto di nuovo un Totti spento, isolato e incapace di guidare la squadra nel momento più difficile della gara. E l'Italia calcistica è in ansia. Non è d'accordo Spalletti, che a fine partita ha commentato così la sua prestazione: «L'ho visto molto bene, ha lottato, corso e dato qualità». Che il tecnico voglia recuperarlo facendolo giocare lo dicono i numeri. In questo avvio di stagione Totti è il terzo giocatore della Roma con più minuti spesi in campo: 554 in campionato e 173 in Champions. Davanti a lui soltanto Doni e De Rossi, che non sono mai stati sostituiti. Il capitano, invece, ha lasciato anzitempo il terreno di gioco soltanto in due occasioni: Livorno e Shakhtar Donetsk. Tanti minuti ma pochissimi numeri da campione. Su tutti, il gol agli ucraini in Champions (in campionato è a secco da dieci mesi). Per il resto, poco altro e l'interrogativo sorge spontaneo: è giusto continuare a farlo giocare in queste condizioni? La risposta la danno i medici: «sì». Mariani, l'ortopedico che lo ha operato, non ha dubbi. «Le poche volte in cui ho parlato con Francesco recentemente - racconta il professore di Villa Stuart - non mi ha mai detto di accusare dolore. Nessuno mi ha chiesto di andare a Trigoria, segno che il giocatore sta bene. La placca alla caviglia? È opportuno che la tolga a fine stagione perché poi per un mese non dovrà subire traumi». Grande ottimismo e fiducia anche da parte del medico sociale della Roma. «È in continuo progresso - racconta Brozzi - nella libertà dei movimenti. Ora in campo non sfugge più ai contrasti fisici, tenendo conto della metabolizzazione psicologica dell'infortunio. Quando si subisce un infortunio simile resta il ricordo dell'arto che cede, una sensazione molto spiacevole. Ci può stare, quindi, che il ragazzo subisca ancora un condizionamento, ma da questo punto di vista lo vedo in netto miglioramento e sempre più dinamico». Brozzi concorda con Mariani sui tempi del prossimo intervento. «La placca è un supporto che lo aiuta. Togliendo ora le dieci viti, si andrebbe ad indebolire ancor di più l'arto e si rallenterebbe la completa calcificazione. Non va dimenticato che ci sono atleti che giocano per tutta la vita con una placca. Poi l'abbiamo pagata talmente tanto - chiude scherzando Brozzi - che è giusto usarla ancora per un po'». Dal Brasile arriva anche il parere illustre di Falcao: «Per la Roma è meglio un Francesco in campo al 50% piuttosto che non averlo per niente». E Totti che pensa? «Sto bene - ha assicurato domenica sera - ho solo bisogno di giocare con continuità per ritrovare la condizione migliore. Durante la sosta ho lavorato sodo e sono ottimista per il futuro». Solo se il campo gli darà ragione in fretta, la Roma potrà iniziare a pensare in grande.
Non è il vero Totti
Giusto farlo giocare? I medici e Spalletti rispondono di sì