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Roma è casa mia

Le acque in casa giallorossa sono piuttosto agitate e quasi ci si dimentica che è l'antivigilia di Reggina-Roma. Della partita si parla poco, l'attenzione è rivolta a un futuro lontano ma non troppo. In Campidoglio, alla presentazione della maglia giallorossa con il logo della Festa del Cinema, c'è tutto il quartier generale della Roma. Spalletti sempre più innamorato della città, ma ancora restio nel discutere le sue vicende contrattuali; la responsabile finanziaria Mazzoleni che guarda ai conti della società e finalmente può sorridere; Pradè che si gode il momento positivo di una squadra costruita con tanta fatica. Tra Spalletti e Veltroni c'è grande feeling. «Mi piacerebbe ottenere la cittadinanza a Roma - ammette l'allenatore - così posso dare il voto al sindaco che è sempre molto carino con noi. Questa è la città più bella del mondo, l'affetto da parte dei tifosi mi rimpie di gioia». E il contratto? Il tecnico ci gira attorno: i tempi per lui non sono maturi. La società, invece, scalpita. «Non parliamone più - prosegue Spalletti - altrimenti diventa brutto per troppi motivi. Ho un buonissimo rapporto con la dirigenti. Loro tentano di dare un futuro importante alla squadra e state tranquilli che lavoreranno con grande serietà». Roma e il cinema. Il cinema e la Roma. «Possiamo essere il più bel film del campionato? Magari... Noi cercheremo di fare un film con lieto fine. Il che non vuol dire vincere per forza, ma anche fare buone cose come l'anno scorso». Il regista, ovviamente, sarà Totti perché «lui ha sempre un ruolo in cui detta tempi e ritmi». Il film è così bello che Donadoni lo ha trasportato sugli «schermi» della nazionale. «Il fatto che Perrotta abbia giocato nel ruolo di trequartista vuol dire che anche il ct ha apprezzatto il lavoro svolto con la Roma. Anche De Rossi è stato schierato in una posizione che occupa con noi e ha fatto un gran lavoro». Intanto, la società ha dovuto mettere le nuove voci sui movimenti attorno al pacchetto di maggioranza. Toti non c'entra, stavolta il «caos» lo ha scatenato un altro imprenditore romano, Francesco Angelini, numero uno dell'omonimo gruppo farmaceutico, che si è detto pronto a sostenere economicamente la Roma. E che dopo poche ore è tornato subito indietro, negando il suo interesse ad entrare nel club. «Da sei anni - ha commentato Rosella Sensi - se ne sentono di tutti i colori. Certe cose non si dicono ai giornali». La società ha negato l'esistenza di qualsiasi trattativa tramite un comunicato e si è poi affidata alle parole della Mazzoleni per fare ulteriore chiarezza. «Il futuro della Roma è con i Sensi - ha affermato la dirigente giallorossa - e la società dovrà sapersi gestire con le proprie risorse e le proprie forze. Una sinergia? Sono scelte che spettano alla proprietà». Per il momento, comunque, nessuna prospettiva concreta. «Ad oggi posso dire che non c'è stato nessun contatto. Queste voci danno fastidio perché rappresentano una mancanza di rispetto verso gli azionisti di minoranza. Ora la Roma- prosegue la Mazzoleni - ha un suo equilibrio finanziario e si andrà avanti con la famiglia Sensi ed investimenti mirati, come abbiamo fatto la scorsa estate. Anche nel mercato di gennaio si può operare con investimenti compatibili col nostro budget». Infine, la conferma che all'orizzonte non ci sono cessioni eccellenti. «Le operazioni di valorizzazione e implementazione in corso non riguardano l'area tecnica. Nelle passate stagioni purtroppo c'è stata la necessità di cedere qualcuno ma fino a giugno questo non si verificherà: ora i ragazzi devono solo pensare a vincere».

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