Si saranno amaramente pentiti, tutti quei ragazzi delle giovanili della Lazio, che di fronte a questa domanda hanno risposto Roma, Milan o Juventus. Sì perché ad inizio anno, a tutti i giovani del vivaio biancoceleste è stato sottoposto un particolare questionario: tra le strane domande riguardanti le proprie famiglie, il tipo di occupazione dei genitori e tante altre di carattere generale, ce n'era una in particolare inerente la fede calcistica di ogni aquilotto. Al cuore non si comanda ed ecco che alcuni ragazzi, a quello specifico interrogativo, non hanno risposto «Lazio» come fede imponeva. Mai avrebbero pensato però, che rispondere sinceramente al quesito, gli avrebbe precluso la possibilità di seguire la squadra maggiore durante le partite casalinghe allo stadio Olimpico. Come consuetudine infatti, da anni a questa parte, la società fornisce un abbonamento di Tribuna Tevere a tutti i ragazzi delle giovanili, con l'obiettivo di suscitare nei propri piccoli calciatori una sorta di attaccamento alle vicende del club. Così non è stato quest'anno o almeno così non è stato per i giovani che tenevano ai colori di un'altra squadra che non fosse la Lazio. Una storia che ha del bizzarro, soprattutto considerando che ad un giorno dalla chiusura della campagna abbonamenti, la società ha venduto appena 12 mila tessere, il minimo storico dell'ultimo ventennio. Integralismo biancoceleste nel vero senso della parola se si pensa che Lotito, in più di un'occasione, aveva fatto intendere di gradire allo stadio solo i «veri laziali». E a proposito di laziali purosangue, l'allenatore dell'Atalanta Colantuono ha parlato della difficile sfida contro la sua squadra del cuore: «Per me non sarà certamente - ha dichiarato a Tele Radio Stereo Sport - una partita come le altre per tanti motivi. La Lazio ha dei grandi giocatori ma non verremo all'Olimpico a difenderci anche perchè non è nella nostra mentalità. Vieri? Si allena con le motivazioni di un ragazzino ma non sottovaluterei Ventola dal quale mi aspetto tanti gol». L'ex ds biancoceleste Osti (ora all'Atalanta) ha svelato qualche retroscena della sua avventura romana. «Se non sono rimasto - ha raccontato a Radioincontro - è anche un po' colpa mia. C'era un accordo verbale con Lotito ma alla fine è arriva l'Atalanta e un'offerta interessante, a cui per tanti motivi non potevo dire no. Probabilmente se avessi firmato a marzo insieme a Delio Rossi, avrei continuato a lavorare per la Lazio. Sul mercato, il vero obiettivo della passata stagione era Di Loreto: volevamo ricomporre il tandem con Stendardo. Quest'anno c'è stato solo un interessamento biancoceleste per Lazzari».
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