Al loro posto, in testa, ora ci sono il Lecce di Zeman e il Brescia di Somma, che sono arrivate in cima attraverso percorsi diversi. Se il Lecce ha vinto senza grossi affanni contro un Mantova ancora al di sotto di quello dello scorso campionato, il Brescia ha battuto il Treviso tra le polemiche generate da quel rigore che non c'era assegnatole al 95'. Le sofferenze dei lombardi nascono dalla mancanza di un vero attaccante di ruolo che li aiuterebbe a concretizzare l'enorme mole di gioco (spesso non bello) che svolgono. Alle loro spalle sale il Piacenza, che con i sei punti conquistati in casa con Napoli e Bologna ha fatto il pieno in classifica e nel morale. Ma la vera novità di giornata è stata la Juventus, che al terzo turno di questo suo strano torneo cadetto ha capito come si gioca in B. A Crotone ha vinto giocando con umiltà, grinta e decisione ed ora i suoi punti di ritardo dalla fatidica quota 0 sono 10 (arbitrato a parte). Senza la penalizzazione con 7 punti in 3 gare sarebbe in testa alla classifica e questo la dice lunga sulle reali e concrete possibilità di un suo veloce reinserimento nella lotta al vertice. Dalla doppia trasferta in tre giorni il Napoli torna a casa solo con un punto. Ad Arezzo è stato più accorto, dimostrando al suo allenatore di aver capito la lezione. A volte ci si può accontentare anche di un pari, a patto però di vincere sempre in casa, cosa che dovrà tornare a fare già sabato con la Triestina. Nubi dense cominciano ad accalcarsi sul cielo di Pescara, dove la squadra gioca bene ma è ferma ancora a 0. Ballardini potrebbe avere i giorni contati. Quando il patron Paterna parlava di serie A in due, massimo tre anni, non pensava certo ad una partenza così stentata.
Il punto sulla B
La Vecchia Signora ribadisce la candidatura. Pescara in crisi