A San Siro arriva l'Ascoli e Ancelotti mette in atto l'ennesima rivoluzione. Stavolta, neppure entrano nell'elenco dei convocati il difensore Kakhaber Kaladze ed il neo acquisto Ricardo Oliveira. Rispetto alla vittoriosa trasferta di Parma, rientrano Cafu, Maldini e Favalli in difesa (confermato il solo Simic). A centrocampo, Pirlo, Gattuso (favorito su Ambrosini e Brocchi) e Gourcuff, con Kakà dietro le due punte. E, se c'erano pochi dubbi sul rientro dal primo minuto di Filippo Inzaghi, desta non poche sorprese il fatto che il suo partner sarà Marco Borriello. L'elenco degli indisponibili comprende Nesta, Serginho e Gilardino. Sull'ampia rotazione, in conferenza stampa, Ancelotti ha spiegato che «in queste prime gare abbiamo fatto turn over, con la sosta di dicembre potremo caricare un po'. C'è armonia e sintonia nel gruppo, per l'ambiente è una cosa positiva. Con l'Ascoli, giocheranno di sicuro Cafu, Favalli, Maldini, Inzaghi e Borriello». E il ritorno di Cafu non significa una bocciatura di Bonera: «I nuovi possono rappresentare il futuro e dobbiamo inserirli piano piano. In particolare, Bonera a Parma ha fatto molto bene». A proposito del posticipo di domenica scorsa, il tecnico torna sui rimproveri all'indirizzo di Kakà: «Stiamo parlando di un talento talmente grande che quando commette degli errori mi arrabbio un po» In quella circostanza ho avuto un atteggiamento forte, ma da lui mi aspetto sempre ciò che poi ha fatto nell'occasione del rigore». Ancelotti sa bene che quella di stasera con l'Ascoli è un chance unica di accorciare la classifica in virtù dello scontro diretto Roma-Inter. «È una grande occasione per togliere il segno meno e guadagnare qualche posizione in classifica. Però - aggiunge Ancelotti - il Milan non fa la corsa sull'Inter, che alla vigilia del campionato aveva tutti i favori dei pronostici. Semmai, il nostro obiettivo è quello di raggiungere il primo posto nel minor tempo possibile. Ed in questo momento quella posizione è occupata da Roma e Palermo». Tant'è che in chiave scudetto, il tecnico non sottovaluta affatto le credenziali dei giallorossi. «In caso di nostro successo, un pareggio tra Roma e Inter sarebbe il risultato migliore. Dovesse vincere la squadra di Spalletti non sarebbe facile recuperagli otto punti. Ma, l'importante è che il Milan continui ad evitare passi falsi». Rimanendo in tema di brutte sorprese, proprio in casa dell'Ascoli il Milan subì un mezzo passo falso alla prima giornata dello scorso campionato (finì 1-1). «Loro hanno cambiato molti giocatori e giocano in modo ordinato e compatto. Mi aspetto un avversario molto aggressivo». Quello di stasera, quindi, solo il prologo di un mini tour de force: «Ci attendono quattro gare prima della sosta per sistemare la classifica e la Champions League. La penalizzazione ci costringe a partire a mille per evitare passi falsi». Da ricordare che l'Ascoli non vince a San Siro contro il Milan da quasi 20 anni: stagione '87/88 in coppa Italia (1-0). Sempre i marchigiani prendono regolarmente gol da 13 gare consecutive, con una media di 2 a partita. Mentre, l'ultimo digiuno interno del Milan (nonché ultima sconfitta) risale all'8 maggio 2005 (0-1 dalla Juventus).
«Se la Roma vince non si ferma più»
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