E forse il cittì azzurro dimentica che tra due giorni una nazione intera ci aspetta a Parigi per farci la festa. A mente fredda la valutazione del pareggio interno contro la modesta Lituania è sempre la stessa: «In questo momento il nostro calcio, per quello che è l'andamento della stagione, non poteva offrire di più. Finora da noi abbiamo visto solo la Supercoppa, cosa si poteva chiedere di più? Qualche sbavatura c'è stata ma è normale visto che da noi non si è ancora giocato. Poi è chiaro che ci sono situazioni tattiche che vanno migliorate, ma ho letto "Italia finita" mi sembra eccessivo». Guai a parlare di Italia in sofferenza. «È una parola sbagliata - spiega Donadoni - ho letto certe cose che non mi sono piaciute. Abbiamo pareggiato, io comunque ai ragazzi non posso chiedere nulla di più di quello che hanno fatto. Sono contento, siamo stati solo un pizzico sfortunati». I titoli sui giornali hanno bocciato la sua Italia senza mezzi termini ma Donadoni prova ad allontanare le critiche: «So che la stampa deve fare il suo mestiere, però i bicchieri non si devono vedere per forza mezzi vuoti, si possono vedere anche mezzi pieni». Serve tempo e anche pazienza per riuscire a migliorare una squadra apparsa spenta e senza grandi stimoli dopo la vittoria del Mondiale. Donadoni ha in mente un'Italia diversa: «Forse tra un mese, un mese e mezzo, con l'inizio del campionato e delle coppe, saremo vicini al top». E poi: «Questa squadra tra due mesi sarà una squadra diversa, darà delle risposte diverse. Non per merito mio, ma perchè è un fatto fisiologico, sarà la conseguenza del lavoro fatto nei club». All'orizzonte c'è però la sagoma di Henry e Ribery a caccia delle rinvincita dopo la sconfitta di Berlino ai rigori. La rivalità è già molto sentita, se aggiungiamo la rabbia per la finale mondiale ecco che la paura di una disfatta aleggia a Coverciano. Donadoni, invece, professa ottimismo: «Cerchiamo di essere un po' più positivi dando credito e merito a questi ragazzi in vista di una partita importante. La Francia è più avanti di noi, affronteremo però la partita con tutta la determinazione possibile. Non dobbiamo essere una squadra che pensa solo a limitare, poi è chiaro che dobbiamo essere un po' più accorti. Dobbiamo giocarcela». Qualcosa cambierà rispetto alla squadra vista a Napoli. «Darò spazio a qualche forza fresca, ma voglio valutare bene chi è un po' più in difficoltà rispetto a qualcun altro». Il migliore, contro la Lituania è stato Cassano. Donadoni non vuol sentire parlare però di un'Italia di Cassano. «Sono tutti sullo stesso piano - puntualizza - e contano tutti allo stesso modo. Cassano ha fatto una buona gara, ricordo però cosa si è detto quando è stato convocato, vecchi discorsi. Lui va lasciato tranquillo, va fatto sentire parte importante del gruppo. Lui quando ha la volontà e l'intraprendenza fa delle giocate da grande, cose che sembrano facili e che invece sono tutt'altro che facili». Come Totti. Non è che l'uno rischi di escludere l'altro? «Io spero di avere anche Totti. Più giocatori così abbiamo e io più sono felice. Poi dirà il campo chi deve giocare».
Italia avanti senza paura
Donadoni rialza i suoi, mercoledì c'è la Francia
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