Lo slang caro a Trilussa è infatti quello che caratterizza la parlata di Angelo Gigli, ala del 1983 nato per caso in Sudafrica dove la famiglia si era trasferita per lavoro, ma cresciuto nel quartiere di Monteverde. Doveva essere, nella stagione che dopo la kermesse giapponese andrà ad iniziare, la bandiera della romanità di nuovo issata nella Virtus di Claudio Toti che è stata ad un passo dall'ingaggiarlo. Ma per più d'un motivo anche lui ha seguito la strada tracciata dal concittadino Bargnani scegliendo Treviso. In attesa di capire perché debba proseguire verso nord la fuga dei talentini nostrani, Gigli sarà il portabandiera della capitale nella prestigiosissima manifestazione che designerà la Nazionale campione del mondo. Avrebbe potuto essere in buona compagnia visto che nei piani di Recalcati avrebbe dovuto affiancare proprio il compaesano Bargnani sotto le plance, prima che il giovin Andrea decidesse di chiedere la dispensa per preparare lo sbarco nella Nba. Così, a fargli compagnia nella dura lotta per la conquista dei rimbalzi, ci sarà un giocatore che sempre Roma rappresenterà, seppure da un'angolatura diversa. Si tratta di Luca Garri che la Virtus capitolina ingaggiò due stagioni orsono da Livorno assieme a Giachetti. Lui, che fu una delle più belle sorprese delle Olimpiadi ateneisi dove l'Italia conquistò l'argento, non ha mantenuto le attese. Una prima stagione di pochi alti e tanti basi quindi il prestito rigenerante in quel di Biella, a due passi dalla natia Asti, che gli è valso la convocazione azzurra e la richiesta di Repesa.F. Fab.
La Capitale in campo
Gigli e Garri due romani in cerca di gloria