Perché Lotito continua a considerarsi innocente e forse andrà al Tar, perché i tifosi continuano a contestare Lotito, perché Rossi e la squadra hanno ora un pesante fardello con cui confrontarsi anche se sicuramente è meglio restare nel grande calcio piuttosto che finire nell'inferno della serie B. Insomma si comincia una stagione senza quella serenità fondamentale per annullare in fretta il pesante handicap inflitto dalla Corte Federale. Il presidente Lotito annuncia ancora battaglia: «Sono parzialamente soddisfatto. La seconda sentenza ci ha permesso di evitare di scendere di categoria, ma la verità non è ancora venuta fuori. Siamo innocenti e continueremo a far valere le nostri ragioni in altre sedi legali. Considero un'ingiustizia non poter giocare la Coppa Uefa. Credo sia giusto per una società quotata in borsa difendersi in tutte le sedi opportune. E aggiungo che qualora i tempi non consentissero verdetti in tempi adeguati, c'è sempre la possibilità di richiedere risarcimenti». È finita così. Anche se potrebbe essere solo l'inizio a giudicare dalle parole del numero uno della Lazio che nelle prossime ore deciderà se andare avanti nella battaglia legale nelle sedi competenti. Alla Camera di Concilazione potrà ricorrere solo Lotito per la condanna di due anni e sei mesi di inibizione (con ammenda di 30.000 euro) mentre la Lazio ha la possibilità di ricorrere al Tar. Ma soltanto per chiedere di rifare il processo non certo per ottenere uno sconto sulla sanzione oppure per provare a riottenere il posto in Europa. Quindi ci sarà da vedere se sarà il caso di tentare questa nuova strada oppure accontentarsi del giudizio della Corte Federale. Per ora l'avvocato Siniscalchi si accontenta: «Possiamo ritenerci soddisfatti in parte. Di sicuro è stato ribaltato il teorema dell'accusa». Soprattutto la Lazio ha ottenuto l'assoluzione per l'illecito ed è stata punita solo per violazione dell'articolo 1 del Codice di giustizia sportiva. Più chiaro l'avvocato Ugo Longo: «È la fine di un incubo. Prendiamo questa sentenza come una sentenza equilibrata. I giudici hanno fatto un buon uso del loro potere». La giornata è trascorsa tra speranze e sofferenze indicibili per un verdetto che tardava ad arrivare anche se la Borsa aveva dato già la sua sentenza con il titolo che volava a +17,50% portando il valore di un'azione a 0,39 euro. Poi il sospiro di sollievo con la lettura della sentenza da parte del presidente Sandulli. I tifosi, i cinquecento presenti all'esterno dell'hotel, erano felici dentro ma hanno continuato la contestazione nei confronti del presidente Lotito. Del resto anche nel pomeriggio i leader della curva Nord avevano ribadito il loro punto di vista: «Proseguiremo la nostra battaglia contro Lotito. Il primo atto sarà quello di invitare i tifosi a non rinnovare gli abbonamenti, poi ne seguiranno altri». E qualcuno dei presenti ha festeggiato l'assoluzione del club per poi scoprire il «tragico» errore nato per una voce incontrollata. Ci hanno pensato poi i capi della Nord a riportare la verità e così è rimasta solo la gioia per aver evitato la B. Intanto il club è pronto a rituffarsi sul mercato: certo l'arrivo di uno tra Jimenez, Di Vaio e Makinwa. Favorito il primo ma non si può trascurare un ritorno di fiamma per il nigeriano del Palermo.
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