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C'è sempre una mano sopra il Mondiale

S'era detto che in semifinale saremmo arrivati in carrozza, e ci siamo arrivati. S'era detto che gli ucraini ce li saremmo fumati, e ce li siamo spippacchiati. S'era detto che volevamo i tedeschi per vendicare l'orso nostro ucciso in bassa Baviera, e la Germania c'è toccata. Si può chiedere di più? Solo Sarcinelli l'Immobiliarista, che proprio non conosce vergogna, dopo aver sbancato i betting shop londinesi e le nostre snai, osa ancora cercare «dritte» presso Dino il Grande: «Io vedo l'Italia coppa in mano, chi punterebbe lei alla finalina?». «Non so cosa significhi scommettere - borbotta l'onesto austro-friulano -…la finalina, poi. Ma, dico, se dobbiamo ancora giocarci la semifinale a Dortmund, lei che va trovando?». «Eh, lo so, mister, lei non è pratico, ma passano i giorni e le quote calano, calano, calano…». «Ma lo sapete - fa Henry il Tenore - che gli azzurri rischiano di vincere questo mondiale?». «Bella scoperta che hai fatto - lo zittisce Giorgione il Pittore -, comunque, evita di portare jella». «Per tua norma e regola - reagisce l'artista del canto -, io porto fortuna. Prendi la Germania, che io avevo puntato nel match contro l'Argentina: l'arbitro gli ha perdonato un mani in area grosso come una casa. Tutto merito mio. Ma torniamo alla eventuale vittoria dell'Italia…si affermerebbe in tal caso il paradosso per cui il calcio più marcio e inquinato alla fine va a conseguire sulla ribalta mondiale il premio più ambito». «Così va il mondo, amici miei - conclude il Professore - storia vecchia, non c'è da stupirsene. Ma alla fine i conti, nel calcio come nella vita, tornano. Vorrei parlare ancora del rigore, anzi, dei rigori negati all'Argentina. Mi limito a considerarle macroscopiche sviste arbitrali che, alla resa dei conti, hanno promosso la Germania e affossato gli "albiceleste". Un'ingiustizia che grida vendetta al cielo. Ma c'è qualcuno che non ricorda la "manella" con cui Diego Armando Maradona garanti a sé e ai suoi un titolo mondiale?». Silenzio in sala. «Come vedete, in questo brutto e bestemmiato mondo del calcio, alla fine, chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto, i conti vanno in parità».

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