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Vertice a Roma tra pm

Caso Gea, interrogato l'ex manager di Chiellini «Subìto un torto da Lippi jr»

L'inchiesta romana sulla Gea prosegue senza soluzione di continuità: interrogatori di testi ritenuti utili per la ricerca dei riscontri alle ipotesi di predominio della società presieduta da Alessandro Moggi e consultazioni con altri organismi si susseguono ormai da diversi giorni. Senza contare che i pm Palaia e Palamara devono fare i conti anche con le altre inchieste loro affidate e presenziare alle udienze nelle quali ci sono loro imputati. Il vertice con il collega di Torino Bruno Tinti, titolare dell'indagine sul «doping amministrativo» che coinvolge la Juventus, è servito ai magistrati romani per acquisire documenti sequestrati nell'ambito delle indagini patrimoniali avviate nel capoluogo piemontese. La posizione di Davide Lippi, procuratore e consulente Gea che potrebbe a breve essere indagato nella capitale, è stata invece al centro dell'audizione di Bordonaro, ex procuratore di Chiellini. «Ho pensato di essere oggetto di un torto - ha detto al termine dell'interrogatorio durato oltre due ore - quando Davide Lippi nel 2001 contattò un mio assistito in violazione del regolamento della Figc. La Gea è stata sicuramente un'organizzazione che ha reso più difficile del normale lo svolgimento di questa professione». Bordonaro, che assiste una trentina di calciatori tra i quali Gemiti (Chievo) e Braccaletti (Cesena), ha aggiunto di aver avuto «qualche problemino» a causa di Lippi jr. Il procuratore di calciatori ha ricordato che per la vicenda Chiellini presentò un esposto alla Federcalcio, ma questo non sortì effetti. Davide Lippi commenta così il caos in cui è coinvolto: «Sono sereno, ma molto triste. Non sono preoccupato perchè preoccupato deve esserlo chi sa di avere sbagliato. Sono andato via dalla Gea non perché avessi sospettato qualcosa - ha detto - ma perché sono ambizioso e avevo il desiderio di mettermi in proprio».

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