Con il Treviso quindi, 78 giorni dopo il brutto infortunio alla caviglia sinistra, Totti tornerà titolare. Il capitano si riprende la sua Roma, prova a trascinarla in Champions (impresa ormai al limite del possibile) vincendo la sfida a distanza con la Fiorentina oggi impegnata in casa con la Reggina. Poi vuole vincere la Coppa Italia. Questo per adesso, perché nei programmi a medio termine c'è un Mondiale al quale Totti non vuole rinunciare: giustamente. Ad aspettarlo all'Olimpico i suoi tifosi che gli consegneranno un premio e gli dedicheranno uno striscione. Comunque per sancire l'ufficialità del suo rientro, Totti la mette sullo scherzo. L'occasione è la presentazione dei nuovi scarpini Diadora (Maximus) svoltasi ieri a Trigoria. «Quella del piede sinistro me l'hanno fatta su misura — attacca il capitano — alla luce del giorno mi starebbero una favola, alle 15... — scherza — però più tardi chiedetelo a lui (Spalletti, ndr) se giocherò». Lui si sente pronto, non ha paura e lo ha confermato anche ieri. «Il mio stato d'animo è perfetto, il mio obiettivo l'ho raggiunto. Avevo dettoc he sarei tornato prima delal fine del campionato e ho mantenuto la promessa anche se mi sento al 50%.Per ora ho provato la sensazione di tornare, ma solo da fuori. Ora spero di provare quella di tornare in campo. Mi sento pronto. Il ruolo? Preferirei ripartire da dove mi sono fermato: ossia da attaccante». Spalletti, che ormai su questo fronte ha mollato (il giorno prima sembrava ancora assorto tra mille dubbi), la prende larga. «Nel fare una valutazione complessiva — spiega il tecnico — credo sia meglio farlo partire dall'inizio ma dovrò valutare delle cose» chiude seccamente sull'argomento. Poi approfondisce la volontà di Totti di giocare in attacco. Anche qui parte da lontano e fa lo gnorri. «A me non ha mai detto niente del genere. Totti è uno che rimane sempre un passettino indietro, sapendo che le sue parole possono nascondere delle insidie. Comunque, nella deduzione di Totti può esserci qualcosa di giusto. Qualcuno sopra la linea della palla e senza che gli venga richiesto di fare tante cose ci vuole sempre...». Quindi il discorso passa la concreto, al Treviso che Spalletti teme non poco. «Queste gare qui ti creano delle insidie e io lo so bene perché ci sono già passato. È più difficile affrontare il Treviso che la Reggina — dice in riferimento alla sfida della Fiorentina — perché la Reggina ha raggiunto la salvezza e attraversa un momento in cui può rilassarsi un pò». Il tecnico giallorosso chiama a raccolta la concentrazione dei suoi per una gara che può valere molto più di quanto appare alla vigilia. «C'è solo un comportamento che possiamo mettere in pratica, vincere col Treviso. La Fiorentina è avvantaggiata solo perché è avanti a noi. Le ultime gare saranno difficili per noi e la Fiorentina». La Roma avrà ancora a che fare con molte assenze, oltre a diverse squalifiche che costringeranno di nuovo Spalletti ad inventare. «Inutile dire che noi abbiamo sempre cercato di schierare la formazione migliore e in questa situazione specifica non possiamo proprio ragionamenti diversi. Poi, abbiamo una situazione anomala con Chivu e ci restano tre sostituzioni forzate. Mentalmente la squadra deve cercare di esprimere tutto ciò che ha dentro, essere furba e brava a individuare dove e come avere dei vantaggi». Chiusura sul mercato. Secondo Spalletti De Rossi rimarrà a Roma e c'è la volontà di aprire un nuovo ciclo. «Sono convinto che De Rossi da qui non andrà via. Il nostro obiettivo è quello di aprire un ciclo. Tornare competitivi? Se per competitivi si intende vincere lo scudetto, rispondo no. Per lo scudetto bisognerebbe fare passi troppo importanti che non sono alla nostra portata attualmente. Con gradualità, invece, si può fare tutto: bisogna mantenere la spina dorsale, fare degli innesti giusti, continuare in un certo modo e fare crescere qualche giova
Vince Totti
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