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FULMINI

Dove dovrebbe vincere chi ha la capacità di assemblare il maggior numero possibile di talenti e di stipulare i più lucrosi contratti con i network. Dove si gioca quantitativamente oltre i limiti umani, si tollerano colpi bassi ben oltre i confini del codice penale e la farmacia ha un ruolo centrale nella creazione di improvvisate mitologie». (la Roma secondo il giudice/scrittore Giancarlo De Cataldo). RAMMARICHI «È forte il rammarico pensando al campionato, con la convinzione che l'Inter abbia buttato via qualcosa che sembrava impossibile, ed invece non lo era. Bisogna crederci fino in fondo, non spaventandosi se qualcuno allunga come ha fatto la Juve. A noi sarebbe bastato ripetere i risultati dell'andata, vincere con Parma, Livorno ed Empoli e tutto sarebbe diverso». (Mancini) CERTEZZE «Che l'Italia è diventata una squadra. Che oggi pensiamo soltanto alla prima partita col Ghana, perché da quella dipende il resto. Che i calciatori dimenticheranno i loro club: non vi meravigliate se qualcuno, dopo una stagione così e così, tornerà qui a fare bene. Che ne sono sicuro: daremo il meglio. E che soltanto una cosa mi può preoccupare: gli infortuni». (le certezze di Lippi in vista del mondiale) SELEZIONI «Sembriamo alle selezioni di Miss Italia». (lo stage azzurro secondo Lucarelli) STRESS «Voglio dedicarmi alla mia famiglia, stare con mio figlio e pensare alla Roma. Troppi ritiri, troppo stress: da luglio a luglio non ci si ferma mai, due giorni di riposo e dieci di ritiro». (Totti confermando che il prossimo sarà il suo ultimo mondiale) ANSIE «Avevo più tensione addosso a Bologna e Treviso. La mia scelta mi ha liberato di quel complesso di cui parlava Velasco: quando hai vinto molto, ad un certo punto tutto quello che fai lo fai per difendere il passato e il nome. Hai l'ansia di vincere solo per dimostrare che non sei finito, bollito. In Italia è così per tutti». (Ettore Messina dopo aver vinto l'Eurolega di basket con il Cska Mosca)

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