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Roma da Champions

Altro che Digos, se Capello fosse riuscito a vincere questa partita, sarebbero dovuti intervenire i carabinieri per «furto aggravato». Già, perché in campo c'è stata solo una squadra dall'inizio alla fine: la Roma. Gli uomini di Spalletti, anche senza satellitare, trovano facile la via del gioco, dominano la gara, vanno sotto con un gol alla Juve, ma reagiscono, stringono i denti e portano via un punto fondamentale. Dimostrando di essere una squadra vera. Il resto lo fa il Milan che affonda la Fiorentina di Toni. La Roma parte subito forte e gioca meglio, la Juve sembra accusare il ritmo imposto dagli uomini di Spalletti che, seppur in emergenza, non ha timori reverenziali. Tre minuti e Dacourt pesca Perrotta in profondità: il giallorosso, forse convinto di trovarsi in fuorigioco, spreca una grande occasione. La prima nota bianconera è l'uscita di Del Piero per infortunio (16') che lascia il posto a Trezeguet. Cambia poco ed è ancora la Roma a far vedere le cose migliori. I giallorossi giocano di prima, modello calcetto, arrivano fin sotto i pali difesi da Buffon, ma non trovano la botta a rete. Ci provano Mancini (17') poi è Thuram a salvare su Taddei dopo la conclusione di Perrotta. Quindi, dopo venti minuti, la prima occasione bianconera. Stavolta è Aquilani a salvare sul colpo di testa di Ibrahimovic ben imbeccato dalla punizione di Camoranesi. Anche Spalletti è costretto a cambiare: si blocca Alvarez (22'), entra Rosi. Due minuti dopo l'ingresso il giovane mette nel mezzo un bel pallone dalla fascia sul quale però la Roma dimostra tutti i suoi limiti e quanto pesi l'assenza di un attaccante vero. Zambrotta chiude in angolo anticipando Taddei dopo che la sfera aveva attraversato, indisturbata, tutta l'area bianconera. La Roma cresce, la Juve sembra ferma sulle gambe e Dacourt prova a fare tutto da solo. Slalom da centrocampo tra la retroguardia bianconera e tiro a rete (fiacco) che Buffon amministra in due tempi. È da poco passata la mezz'ora quando Perrotta pesca profondo Mancini in area: ma il brasiliano dimostra i suoi limiti offensivi. E due minuti dopo (35') arriva puntualissima la beffa bianconera. Angolo di Camoranesi, Aquilani salta fuori tempo ed Emerson ha tutto il tempo per staccare e inchiodare Doni: fa uno a zero. Cambia il risultato, non la partita che la Roma continua a dominare. I brasiliani (37') duettano in velocità, ma lì davanti manca sempre qualcosa e Perrotta perde palla e occasione. Arriva proprio al 45' il primo tiro in porta vero della Juve. Trezeguet sfugge a Mexes ma la girata sfila alta sopra la traversa di Doni. Quindi l'episodio che cambia la gara. Brutto fallo di Nedved, già ammonito, su Perrotta (calcio sullo stinco a palla lontana) e Trefoloni non ha dubbi: secondo giallo che vale il rosso. Juve in dieci. Capello cambia, toglie Trezeguet e mette Balzaretti. Spalletti replica 14 minuti dopo: dentro Okaka per Kuffour e la difesa passa a tre. Dopo la botta a rete su punizione dalla distanza di Bovo bloccata a terra da Buffon, Okaka mostra la prima cosa. Riceve palla in area (22'), si libera dalla marcatura di Thuram ma non trova la porta. In campo c'è solo la Roma, la Juve si chiude lì dietro, non fa in tutta la ripresa un solo tiro in porta, ma i giallorossi non riescono a passare. La manovra sbatte costantemente contro i bianconeri. Poi, al 40' la giustizia divina: e arriva, per volere Superiore, proprio su palla inattiva. Angolo di Bovo, Kharja svetta su Zambrotta e infila Buffon: fa 1-1, molto più giusto. Primo gol stagionale del franco-marocchino, diciottesimo giallorosso che va in rete quest'anno (14esimo in campionato) e Fiorentina a meno uno. Domenica a Firenze nello scontro diretto si decide tutto.

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