Del resto le dichiarazioni di martedì del tecnico biancoceleste sullo sciopero della curva previsto per domenica prossimo quando all'Olimpico ci sarà l'attesa sfida contro la Reggina, avevano scatenato la reazione dei sostenitori biancocelesti. Sui siti internet di riferimento e negli spazi radiofonici riservati alla Lazio erano arrivate molte telefonate di protesta. «Mi dispiacerebbe se contro la Reggina lo stadio fosse vuoto, penserei quasi che allora non si è tifosi fino in fondo», aveva detto Rossi. Ieri il confronto, il primo nel centro sportivo di Formello tra due esponenti della curva e l'allenatore, il secondo via etere per non portarsi dietro fino a giugno un altro problema dopo quello, irrisolvibile, tra la curva e Lotito. La spiegazione di Delio Rossi è stata sufficiente a ricucire il rapporto anche se le posizione restano comunque diverse: «Col senno di poi posso capire che le mie dichiarazioni hanno creato scompiglio ma non avevano quel senso che è stato dato. Io mi sono sempre tirato fuori da questa situazione di conflitto, non era mia volontà creare tifosi di serie A e di serie B. Volevo dare un'altra interpretazione alle mie parole: penso sempre a unire non a dividere. Posso comprendere di aver ferito qualcuno ma non era assolutamente mia intenzione. Voglio dalla mia parte sia quelli che vengono allo stadio sia quelli che restano a casa. Voi (riferito alla curva Nord, ndr) siete stati sempre vicini alla Lazio e io chiedo solo sostegno per la mia squadra in un momento molto delicato. L'Olimpico vuoto? Per me non esiste stadio senza tifo, le guerre hanno prodotto solo sfaceli. Non posso avallare la contestazione verso la mia società, altrimenti non sarei corretto. Avevo chiesto solo un po' di calore nei confronti della squadra, vorrei conquistare qualche tifoso in più non perderne altri». Parole chiare, dritte al cuore della gente per far recedere la curva Nord dallo sciopero. Il confronto ha prodotto la pace col tecnico ma nessun ripensamento: una parte della tifoseria diserterà lo stadio in aperta polemica con le scelte societarie, non ultime quelle di lasciarsi sfuggire Dabo e Liverani che stanno per accordarsi con altri club dopo aver rotto le trattative con Lotito per il rinnovo del contratto. Chi invece è vicino a sposare il progetto Lazio è Delio Rossi che dovrebbe accordarsi per un'altra stagione (forse addirittura per due) con il presidente biancoceleste. Samp e Napoli che hanno a lungo corteggiato il tecnico dovranno rassegnarsi a rivolgersi altrove. Tra i giocatori che si cercherà di portare a Roma ci sono Ledesma (Rossi lo ha già avuto a Lecce) e Almiron anche se i rapporti con l'Empoli non sono idilliaci dopo il caso Bonetto. Intanto anche Cribari ha chiesto l'aiuto della gente laziale per la sfida contro la Reggina: «L'Olimpico per noi è importante. Avere i tifosi al nostro fianco è prezioso, sono stati fondamentali sinora considerato che la maggior parte dei punti li abbiamo fatti nel nostro stadio. Non so quali siano i motivi dei problemi con la società. Se avremo lo stadio vuoto, comunque, continueremo a dare il massimo. Anche perché dovremo sfruttare il fattore Olimpico per giocarci la zona Uefa. Abbiamo tutte le squadre alla nostra portata in casa: riuscire a centrare il traguardo europeo sarebbe il coronamento di un grandissimo campionato visti i problemi e le previsioni di inizio stagione». Dal campo infine nessuna novità e questa è già una buona notizia visto la catena interminabile di contrattempi e infortuni che ha perseguitato la stagione laziale. Ha lavorato a parte Keller mentre Firmani continua la rieducazione: per lui comunque stagione finita. Con Behrami squalificato domenica c'è il ballottaggio sulla destra tra Manfredini e Bonanni. Domani alle 15 amichevole a Formello a porte aperte con la Pescatori Ostia, squadra di promozione laziale.
Rossi-tifosi, è subito pace
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