Mosci, arrendevoli e quasi rassegnati sulle piste olimpiche di Sestriere, vincenti in tante altre tappe di Coppa del Mondo. Corea compresa. Ieri notte a Yongpyong, duecento chilometri a est di Seul, era in programma uno slalom gigante: primo Davide Simoncelli, secondo Massimiliano Blardone e tutti a chiedersi il perché e il per come i due non fossero andati avanti durante i Giochi. Quando, per la cronaca, il primo era saltato senza entrare mai in gara e il secondo era finito fuori dai dieci accampando scuse di varia portata che andavano dai sassolini trovati in pista (toccati evidentemente solo a lui, visto che nella notte erano scesi venti centimetri di neve fresca) a un misterioso virus intestinale. La risposta l'ha data ieri lo stesso commissario tecnico azzurro, Flavio Roda. «Il risultato dimostra che la preparazione atletica e tecnica è stata ben impostata e che alle Olimpiadi i nostri ragazzi hanno sofferto troppo la tensione della gara sulle nevi di casa». Punto e a capo, senza tante scuse. Risultato: i due sono ottimi sciatori, non ancora campioni veri. Quelli, i fuoriclasse, sanno dominare le tensioni e semmai volgerle a proprio favore. In attesa della controprova che è già arrivata nella notte con un altro gigante, l'Italia ha comunque di che gioire: si è infatti così riprodotto, ma a piazzamenti invertiti, l'ordine d'arrivo che lo scorso 18 dicembre aveva suggellato il trionfo in patria dei due gigantisti azzurri sulla classica pista della Gran Risa alla Villa, in Alta Badia. In quell'occasione Blardone aveva spento nella seconda manche il sogno del connazionale di tornare al successo in una prova di Coppa dopo quello del dicembre 2003: questa volta è stato Simoncelli a spuntarla nella frazione conclusiva, dopo essere finito secondo nella prima. Il terzo gradino del podio è andato al norvegese Aksel Lund Svindal, in testa a metà gara ma poi in difficoltà nella manche finale. Quarto il veterano svedese Fredrik Nyberg, seguito dal capoclassifica della Coppa assoluta, l'austriaco Benjamin Raich il quale, grazie a questo piazzamento, ha sì consolidato il vantaggio nella classifica generale ma lo ha anche perso in quella di specialità proprio a favore di Blardone, che ora lo sopravanza di 13 punti. Tra gli altri azzurri, buon quattordicesimo posto di Arnold Rieder, diciassettesimo per Giorgio Rocca che ha così ottenuto il miglior risultato stagionale tra le porte larghe. Simoncelli, com'è ovvio, non stava nella pelle: «E' una grande sensazione che mi ripaga per il disappunto provato ai Giochi. E finalmente sono riuscito a vincere lontano dall'Alta Badia...». Dove l'azzurro aveva vinto la sua unica gara di Coppa del Mondo, ottenendo anche un altro paio di podi. L'amarezza olimpica, però, rimane tutta.
SCI: COPPA DEL MONDO
Dopo la disfatta olimpica la tappa in Corea si tinge d'azzurro
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