Ieri Antonio Giraudo, amministratore delegato della Signora, intervenendo alla «Star Conference 2006» a Milano, ha spostato i termini: «Ci sarà un giorno in cui comunicheremo. C'è un azionista, la Ifil, che possiede il 60% della società e in questo momento non abbiamo ancora definito il futuro della Juventus. Abbiamo cominciato a lavorare dodici anni fa con Umberto e Giovanni Agnelli e credo i risultati ci siano stati: arriverà il momento in cui si chiarirà la situazione e lo comunicheremo. Credo che il tutto si chiarirà entro giugno». A dire il vero pare impossibile andare oltre, visto che in quella data è prevista la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e, con essa, anche l'assegnazione delle cariche. Pare in ogni caso strano questo continuo rimandare, così come suona stonato pensare che a giugno la Juve ancora non sappia se a dirigere la baracca dal punto di vista amministrativo sarà lo stesso Giraudo piuttosto che il francese Jean Claude Blanc, già presente nel CdA e in passato alla guida di manifestazioni di prestigio quali Tour de France e Roland Garros. Sensazione diffusa: Giraudo farà le valigie, Moggi no, Capello boh. Lo stesso Giraudo si è poi prodigato in elogi per Capello - «un fuoriclasse che non si discute. Il suo curriculum è straordinario come giocatore, come manager e come allenatore» - e Del Piero: «È sempre stato un super campione, un fuoriclasse di cui gli infortuni hanno fatto emergere anche lo spessore umano. In questi ultimi due anni ha accettato il turnover e Capello lo ha gestito benissimo».
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Giraudo: «Solo a giugno si saprà del mio futuro»L'ad bianconero verso l'addio, Moggi ancora in bilico, Capello verrà confermato sulla panchina
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