L'ex giocatore del Marsiglia Jean Jacques Eydelie aveva dichiarato sabato al settimanale «L'equipe magazine» che tutti i suoi compagni di squadra (eccetto Rudy Voeller) avevano ricevuto una iniezione prima delle gara. «Il parere generale del comitato esecutivo — ha detto il direttore generale dell'Uefa Lars-Christer Olsson — è stato di non aprire alcuna inchiesta su questa gara. Abbiamo infatti chiesto pareri legali e risulta che i fatti sono caduti in prescrizione perchè avvenuti più di dieci anni fa. Allo stato attuale, non adottiamo alcuna misura». Oltre alle regole interne dell'Uefa, sulla rinuncia ad aprire una inchiesta ha contato anche la quasi impossibilità di dimostrare quanto asserito da Eydelie. «Abbiamo chiesto pareri medici — ha spiegato il direttore generale — e c'è stato detto che sarebbe scientificamente impossibile, a distanza di tanti anni, scovare eventuali prodotti vietati nelle provette». Inoltre, al contrario di quanto affermato da Eydelie nella sua intervista vi fu un controllo antidoping al termine della finale. «Quattro giocatori vennero sorteggiati e risultarono tutti negativi» ha detto Olsson. I quattro che passarono il test furono i marsigliesi Fabien Barthez e Eric Di Meco, oltre ai milanisti Demetrio Albertini e Paolo Maldini. Le speranze per il Milan di ottenere la coppa del 1993 a tavolino sono praticamente nulle. «Anche nella remota ipotesi che, attraverso procedure della magistratura ordinaria, si potesse sapere che qualcuno ha fatto ricorso a sostanze dopanti, l'Uefa dovrebbe riferirsi al regolamento dell'epoca. E questo prevedeva solo sanzioni individuali e non di squadra per il doping. Comunque — ha concluso Olsson — non abbiamo ricevuto alcuna richiesta ufficiale nè dal Milan nè dalla federazione italiana per l'apertura di una inchiesta».
IL CASO DELLA COPPA DEL '93
Marsiglia-Milan: nessuna inchiesta dell'UefaOlsson spiega: «Fatti in prescrizione. Impossibile scovare doping nelle provette»