Se vado al cinema e pago un biglietto di prima visione non posso trovare poltrone rotte e lo schermo rattoppato» (Mancini). ESAMI «Quando ero un ragazzo, il calcio era l'unico pensiero che avevo: non mi interessava fare altro. Poi, con il tempo, capisci che questo lavoro ha un inizio e una fine, e al massimo puoi arrivare a giocare fino a 40 anni come Sensini, e non credo neanche sarà il mio caso. E poi ogni giorno c'è un esame e ti rendi conto che non puoi farcela sempre da solo: è indispensabile il sostegno della famiglia» (Cruz). SCUOLE «Qui è come essere ancora a scuola, ogni giorno impari qualcosa. E se hai bisogno di ripetizioni c'è Galbiati che ti segue» (Balzaretti). MONUMENTI «Noi allenatori dovremmo fare un monumento a Del Piero. Tutti noi abbiamo «un Del Piero» dentro lo spogliatoio. Anzi, più di uno. Giocatori che non hanno la certezza di un posto fisso. Poter dire, a chi non è contento, «guarda come si comporta Del Piero» è un bella arma che noi tecnici abbiamo a disposizione» (Pillon). ROMPIBALLE «La Juve, in questo momento, è la squadra più forte del mondo. Sono bravi e cattivi. E non lasciano per terra neppure le briciole. Avete visto con quale furia hanno travolto la Fiorentina in coppa Italia? Dico, coppa Italia. Ma noi, quando stiamo bene, siamo dei grandi rompiballe. E ora stiamo bene» (l'allenatore del Chievo Pillon alla vigilia della partita con la Juve). PALLE «Io ai Mondiali in Germania? Se non ci sperassi, non avrei palle» (Lucarelli). SIMPATICI «Lo sanno tutti che il Milan perde apposta, per non essere antipatico» (Abatantuono). PENSIERI «Non credo che qualcuno pensi già ai Mondiali. Scusate, e la Champions?» (Ancelotti). MALDINI «Quando ho iniziato a giocare Maldini era già Maldini, adesso che ho smesso Maldini è ancora Maldini» (Albertini).
FULMINI
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