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IL NUOVO CASO

Mancini ai ferri corti con la società

«Non riesco capire se la Roma crede o no in Mancini. Se non è così, cosa aspetta a venderlo?», si chiede Mino Raiola, socio del procuratore del brasiliano Veloz. Parole che confermano una spaccatura tra l'esterno e la società. «La prossima settimana avremo un incontro con la Roma — ha spiegato Raiola a Radio Radio — mi aspetto che la società mantenga le promesse che ha fatto a Mancini, altrimenti non sono seri. Il giocatore si è sentito tradito dall'ex procuratore Alemao quando ha rinnovato il contratto a certe cifre, inferiori rispetto al livello degli altri contratti». Spalletti prova a gettare acqua sul fuoco. «Non esiste un caso Mancini, il giocatore è nostro e non lo diamo via. Contiamo su di lui — assicura il tecnico — deve solo migliorare alcuni aspetti». Il timore del club giallorosso è che l'entourage di Mancini possa adottare la stessa strategia utilizzata con Emerson, gestito anche lui da Veloz. «I procuratori hanno molta importanza su Mancini ma lo paghiamo e lo gestiamo noi — dice Spalletti — il consiglio che gli do è di tornare presto e mostrare a tutti le sue qualità. Ci ho parlato recentemente e mi sembra che ragioni nel modo giusto». Raiola ha parlato anche di Mido, 9 gol in 19 partite con il Tottenham: «C'era la possibilità di riportarlo a Roma ad inizio campionato ma la società non ha voluto. Rosella Sensi è stata categorica: il giocatore non piace». Spalletti glissa sul possibile ritorno dell'egiziano: «L'ho visto giocare un paio di volte ma ora non parlo di mercato».

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