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FULMINI

Cioè quelle più forti perché noi ci esaltiamo negli scontri difficili e perché quando due anni fa ho esultato per avere avuto in sorte il Deportivo La Coruna siamo stati eliminati». (Galliani) SOFFERENZE «Austria Salisburgo-Milan, 7 dicembre 1994: rischiavamo di uscire e abbiamo vinto 1-0. Da allora, non ho più sofferto come contro lo Schalke. Perché io le finali le vivo felice: sei lì, il mondo ti guarda. E noi ne abbiamo fatte tante». (Galliani) SORRISI «Alla vigilia il mister ha detto alla squadra che gli alti e bassi non erano più ammissibili e a me che dovevo sorridere meno e giocare di più, ma noi brasiliani vogliamo sorridere sempre». (Kakà dopo la doppietta allo Schalke) VELINARI «Luca Toni rappresenta la faccia bella dell'Italia. Non frequenta veline, non porta orecchini, non si taglia i capelli in maniera bizzarra. È solo bravo. Da milanista convinto ho sperato che venisse acquistato da Galliani. Poi, il Milan ha scelto Gilardino. Purtroppo. Gilardino ha una "tendenza velinara". Spero di sbagliarmi». (Paolo Carignani, direttore d'orchestra) PUNIZIONI «L'idea è quella di calciare il pallone con le ultime tre dita del piede, e di colpirlo proprio sulla valvola, cercando di "chiudere il colpo" andando con la punta del piede sotto il pallone: questo effetto produce una traiettoria sfasata. È molto importante sistemare bene il pallone. Mi sono ispirato a Juninho, del Lione, ho visto come calciava lui e l'ho rifatto». (Pirlo)

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