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Roma a vita

E Roma, ma stavolta a vita. Christian Panucci ha trovato casa e dopo lungo girovagare si è legato ai colori giallorossi fino al termine della sua carriera. Il prolungamento contrattuale lo aveva anticipato lui stesso, nel raggiante dopo partita di Milano, mercoledì scorso. Nel ventre di quello che per cinque anni è stato il suo stadio. «Sto per firmare il rinnovo con la Roma, è tutto fatto, manca soltanto l'ufficialità. Sono legato e affezionato a questa città e ai colori che indosso da cinque anni». L'accordo, come spiegato in un comunicato ufficiale della società, prevede il riconoscimento al calciatore di un compenso lordo di 3,9 milioni, per le stagioni sportive 2005/2006 e 2006/2007 (ridotto di 1,8 milioni, rispetto alle condizioni economiche ad oggi in vigore per ciascuna delle stagioni sportive) e di 3,7 milioni per le stagioni 2007/2008 e 2009/2009. Un totale di 1.875 milioni di euro netti per i prossimi quattro anni: niente male per un giocatore che nel prossimo aprile compirà 33 anni. In sostanza, è come se Panucci avesse «regalato» due anni alla Roma, distribuendo i compensi per ulteriori due stagioni. Un matrimonio che continua, quindi, sulla falsariga di quello celebrato in primavera con Vincenzo Montella. Con le dovute differenze, l'accordo con i due ultratrentenni si può mettere in relazione, a far da contraltare invece alla trattativa con Cassano, per il quale la società non intende investire oltre quanto già proposto. Panucci esordì in giallorosso a Piacenza il 16 settembre del 2001. Entrò nel secondo tempo al posto di Zebina e fu un esordio sfortunato, perché la Roma con lo scudetto al petto crollò senza reagire sotto i colpi di Hubner e Di Francesco. Accolto tiepidamente e con discreta diffidenza, la domenica successiva Panucci si presentò all'Olimpico con una rete in tuffo di testa su cross di Assuncao. Fu il gol del 2-1, Tagliatatela battuto e corsa di gioia sotto la tribuna Tevere. Poi sequenze di gioie e dolori, il gol a Barcellona in Champions League e una data da dimenticare. Il 14 marzo 2004, quando si rifiutò di entrare nel secondo tempo di Reggina-Roma. Un alterco verbale con Capello, che reagì al suo rifiuto stizzito: «Anche tu, adesso?». Un breve scambio di battute che la disse lunga sullo sfacelo che regnava nello spogliatoio. La squadra chiuse all'ottavo posto finale in classifica e quel «no» gli costò contestazioni e striscioni di dissenso dopo un gesto di cui solo più tardi ebbe a scusarsi. Panucci, oltre al rendimento più che convincente di questo inizio stagione, è anche sinonimo di gol pesanti: in totale sono 8 le reti realizzate da romanista dal 2001, compresi i due in campionato e i (quasi) due messi a segno di testa in coppa Uefa contro l'Aris Salonicco. Il rinnovo è una grande soddisfazione per il difensore savonese, che qualche settimana fa dichiarò con orgoglio: «Sono l'unico giocatore italiano ad aver giocato con la maglia del Real Madrid». Difficile dargli torto, con buona pace del ct azzurro Marcello Lippi, che continua a lasciar chiuse le porte della nazionale a uno dei migliori esterni del campionato. Per un laterale che resta, uno in procinto di partire. Luigi Sartor e il suo agente Beppe Galli hanno raggiunto l'accordo con il club di Trigoria per la rescissione contrattuale. Gli incartamenti sono nelle mani dei legali, manca solo la ratifica dell'intesa. Intanto ieri si è tenuto il consiglio di amministrazione societario. Dalla relazione mensile è emersa la posizione finanziaria netta al 30 settembre 2005, che risulta in attivo per 8,2 milioni di euro (era a -2,6 milioni al 31 agosto 2005). Al 30 settembre 2004 la situazione era attiva per 78,9 milioni. Il miglioramento del conto economico, è «sostanzialmente conseguente agli incassi dei proventi da licenza diritti televisivi della stagione sportiva in corso destinati, in parte, al pagamento di emolumenti al personale tesserato, di imposte e ritenute, e di altri debiti di finanziamento».

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