Entra anche lui nel clima della supersfida di stasera all'Olimpico, quasi un esame di laurea per la sua Lazio: «Non so cosa succederà, mi auguro una buona partita da parte nostra. Dopo Udine e Milano spero arrivi una vittoria in trasferta». Racconta le sue emozioni con misurazione approvando la scelta del gruppo in questa settimana. Toni bassi, nessuna risposta alle provocazioni giallorosse. «La vigilia per questa gara dura da tre mesi, è la prima cosa che mi hanno detto. Nemmeno avevo firmato ancora per la Lazio. L'attesa si respira nell'aria, dal salumiere, dal fruttivendolo, dal giornalaio. Alla tv il derby non mi ha coinvolto emotivamente, ma adesso sarà diverso. Di sicuro ci vuole sangue nelle vene per viverlo». Il modo di prepararlo però, può essere diverso. «L'approccio è individuale e non è vero che chi non dorme la notte è più concentrato. Ho visto gente prima delle partite giocare a carte o raccontare barzellette e poi andare in campo con grande decisione». Si arrabbia se qualcuno gli dice che è un discepolo di Zeman ma di certo all'inizio della sua carriera si è ispirato ai rigidi principi zemaniani riveduti e poi corretti. Tutti meno uno. «Il derby non è una partita uguale alle altre (la celebre frase del boemo, ndr), ci teniamo in maniera particolare, abbiamo mille motivi per giocarla al meglio». Lazio più scarsa della Roma come ha detto Montella? «Io non penso che siamo scarsi. Non saremo dei fenomeni, ma una squadra scarsa non vince le partite che abbiamo vinto noi. Non siamo così scarsi come qualcuno può pensare anche se ci sono squadre più forti e qualcuna fuori portata. La Roma? è una squadra di livello, forse sulla carta più forte di noi. Vedremo. Non ho mai firmato per un pareggio me la gioco sul campo». Stima il il suo dirimpettaio, arriva fino a tessere le lodi di Spalletti. «È uno dei pochi allenatori che conosco personalmente. Per lui parla il suo curriculum, ha ottenuto ottimi risultati, ora ha come me una possibilità importante e se la sta giocando». In curva Nord invece a tifare Lazio ci sarà Chinaglia: «Ho molto rispetto per lui, ha fatto tanto per questa squadra e continua a tifare per questi colori. In un mondo in cui non ci sono più bandiere, uno così va apprezzato. C'è un sacco di gente che non si schiera». Fa gli auguri a Totti («per lui è un momento importante nella vita»), poi ammette che non ci saranno novità di formazione: avanti con quelli che hanno battuto la Fiorentina più Siviglia al posto di Stendardo. Rossi si giocherà così il suo primo derby.
ROSSI
Sono più forti ma voglio vincere