Ed è un vento gelido, sferzante, forse il preludio di un addio spesso annunciato che mai come in questo momento rischia di concretizzarsi. Nel matrimonio più travagliato degli ultimi tempi, nell'estenuante trattativa che da mesi non trova soluzione, c'è da aggiornare l'ultimo atto in ordine cronologico di un rapporto sempre più tormentato e complicato da ricostruire. I contatti delle ultimissime ore (non c'è stato alcun incontro) hanno portato la Roma a sondare il terreno, offrendo il prolungamento di due o tre anni, rispetto a quello per cinque stagioni da sedici milioni complessivi di euro. Diritti di immagine in arretrato esclusi (un milione di euro circa), che verrebbero invece inseriti in questa eventuale base d'accordo. Una cifra comunque inferiore a quella attualmente percepita dal giocatore. La proposta precedente risaliva al mese di luglio, poi la situazione ha vissuto la sua fase di stallo più prolungata tuttora in corso. L'entourage di Cassano non prende in considerazione la nuova prospettiva, sospettando che l'eventuale offerta romanista nasconda in realtà l'intenzione di mettere sul mercato il giocatore già a partire da gennaio per non perderlo a parametro zero. Ufficialmente, le parti smentiscono la possibilità di un nuovo incontro durante questa settimana. E allora? La vicenda torna ad ingarbugliarsi, in maniera forse irreversibile. L'interminabile partita a scacchi, a soli due mesi e mezzo dal termine di un contratto che vedrà la sua scadenza effettiva a giugno, è effettivamente arrivato a un punto di non ritorno. Una telenovela che assume sempre più i contorni della piece dai toni grotteschi, per la quale ora è quantomeno difficile azzardare previsioni. Perché a questo punto nessuna riunione, nessun vertice può secondo questi presupposti sbloccare il lungo periodo di impasse. Si è tornati di nuovo a un clima di tensione e incertezza, in un momento in cui la squadra dovrebbe invece ripartire di slancio dopo le ultime poco brillanti esibizioni. Troppo ottimistiche si sono rivelate alla luce dei fatti le proiezioni formulate dopo l'armistizio dell'8 settembre scorso, quando la società e il procuratore del giocatore diedero vita a un comunicato congiunto che accoglieva con soddisfazione l'avvicinamento sensibile tra domanda e offerta. Poi, nell'arco dell'ultimo mese, i numerosi rinvii dovuti ai motivi più disparati. Intanto Cassano verrà convocato? Luciano Spalletti continua ad attendere un po' meno fiducioso la risoluzione di un problema che continua a tener banco. Il tecnico continuerà a chiamare l'attaccante barese come già a Reggio Calabria nella prima di campionato, anche contro il parere della società. Non è escluso che il braccio di ferro possa ora continuare senza esclusione di colpi, corredato dalle consuete schermaglie tattiche sempre meno scoperte. Così come sempre meno peregrino sembra lo scenario cessione a gennaio. Ipotesi che in questa sorta di vicolo cieco potrebbe paradossalmente convenire ad entrambe le parti. Alla Roma perché trovando un acquirente potrà incamerare risorse economiche (non tecniche, se il Tas confermerà l'embargo sul mercato), al giocatore che potrà valutare ingaggi allettanti. Poi, dal 1 febbraio 2006, l'attaccante sarà libero di accordarsi con qualsiasi club.
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Cassano-Sensi di nuovo ai ferri corti. La Roma adesso propone un biennale